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Cilento, scarichi illegali nel fiume Sele

I cittadini sono stanchi di agricoltori e aziende che non rispettano le regole

Federica D'Ambro

Allevatori senza scrupoli e aziende zootecniche che non rispettano le regole e avvelenano il fiume Sele.
Se da un lato la zootecnia rappresenta una ricchezza per il territorio e per l’economia, dall’altro a volte si trasforma in un danno, soprattutto per l’ambiente.
In alcuni casi, come purtroppo dimostrano i diversi sequestri effettuati dalle forze dell’ordine, le aziende sono sprovviste delle vasche di raccolta dei liquami e sversano i reflui direttamente nei canali e nei corsi d’acqua. L’ultima segnalazione arriva da Ponte Barizzo. In particolare, il tratto interessato è quello situato all’altezza della foce del fiume Rio Ciorlitto, affluente del Sele, in località Brecciale. Nel tratto fluviale l’acqua è marrone ed è caratterizzata da una schiuma bianca e in più di un’occasione, a detta dei residenti, sono visibili tracce di letame che dimostrano lo sversamento illegale di questa tipologia di rifiuti.

“Per produrre la mozzarella –denuncia uno dei residenti– riversano nel fiume il letame proveniente dagli allevamenti bufalini. Gli imprenditori si arricchiscono e noi siamo costretti a subire le conseguenze del loro atteggiamento irresponsabile. Dobbiamo sentire il lezzo maleodorante e non possiamo più pescare per la presenza di liquami nel fiume. La verità è che le persone oneste pagano le tasse ed i furbi e gli incivili si rendono responsabili di questi disastri per l’ambiente”.

Recentemente a Capaccio sono stati effettuati almeno una decina di sequestri dalla Forestale in aziende zootecniche dove venivano violate le normative per lo smaltimento dei liquami. Illeciti che hanno portato ad altrettante denunce alla Procura della Repubblica per inquinamento.

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