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Chiesto 1 anno e 6 mesi di reclusione per il cda delle Fonderie Pisano

La nota del Comitato Salute e Vita

Chiesti 1 anno e 6 mesi di reclusione e 6 mesi di interdizione per il Consiglio di amministrazione delle fonderie Pisano di Fratte.

Oggi si è svolta al Tribunale di Salerno davanti alla dott.ssa Zambrano la prima udienza di discussione del processo sulle Fonderie Pisano. La Procura ha concluso chiedendo la penale responsabilità di tutti gli imputati ed ha chiesto la pena di 1 anno e 6 mesi di reclusione, pena sospesa, nonché ha chiesto nei confronti dell’opificio l’interdizione dall’esercizio delle attività per mesi 6 ed il pagamento di una multa salatissima di circa euro 165.000,00.

L’Associazione Salute e Vita esprime un ringraziamento sia ai pubblici ministeri Polito e Guarriello che hanno esposto in maniera encomiabile tutte le violazioni ed i reati commessi negli anni dalle Fonderie Pisano, facendo venir fuori un chiaro quadro di reiterazioni e di comportamenti dannosi per la salute e la vita delle persone.

Esprimiamo un accorato ringraziamento alla Procura ed al nostro Avvocato Fabio Torluccio che ha saputo rappresentare le problematiche e le istanze della popolazione che è danneggiata da una fabbrica che nei decenni, così come evidenziato dalla ricostruzione dei PM, ha commesso gli stessi reati violando le tre matrici aria, suolo e acqua.

Le richieste del pubblico ministero sono state avanzate a seguito di ampia discussione per fondare un giudizio di piena colpevolezza sviscerando tutto il materiale probatorio acquisito dal 1998 fino al 2018, dimostrando in modo incontrovertibile che le violazioni sono state reiterate nel tempo e sono state trasgredite sia disposizioni di natura amministrativa che di natura penale. Le parti civili con l’Avv. Fabio Torluccio che rappresenta oltre che la nostra associazione “Salute e Vita” circa ottanta cittadini della Valle dell’Irno, il Comune di Pellezzano, il Comune di Baronissi, l’associazione nazionale WWF, Legambiente Campania e l’associazione nazionale Medicina Democratica, è intervenuto evidenziando che non vi è alcuna volontà della proprietà di adeguare l’impianto, le violazioni reiterate nel tempo provano la necessità di un intervento risolutivo anche attraverso la disapplicazione dell’Aia per impedire la prosecuzione dell’attività a tutela dei cittadini, dei lavoratori e a tutela dell’ambiente.

L’Avv. Torluccio ha anche rimarcato che da parte della proprietà si è avuta sempre una falsa collaborazione, in quanto questa si è mossa solo quando ci sono stati provvedimenti di sospensione ovverosia il sequestro. Gli accertamenti continui e reiterati dell’ARPAC hanno dimostrato che questi imprenditori non intendono tutelare la salute delle persone. L’Avv. Torluccio ha infine chiesto il risarcimento del danno non patrimoniale a favore delle persone fisiche costituite parte civile nonché delle Associazioni e degli Enti costituiti, ritenendo che il danno è pienamente provato sulla base di tutte le relazioni.

Per questa Associazione il compendio probatorio risulta essere adeguato a fondare un giudizio di responsabilità.

Il nostro Presidente Lorenzo Forte invita i cittadini ad un presidio domenica 22 Settembre in piazza Matteo Galdi a Fratte a partire dalle ore 9:00 di mattina per raccontare tutti i passaggi dell’udienza e per tenere alta l’attenzione sul tema della tutela della salute e della vita nella valle dell’Irno.

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