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Cgil sul caporalato, “servono prevenzione e misure incisive”

Diverse le proposte che le organizzazioni sindacali hanno fatto ai ministri Martina e Poletti

Carmen Incisivo

Continua l’azione di controllo delle forze dell’ordine per contrastare il lavoro nero e il caporalato nelle campagne della provincia di Salerno, e in modo particolare, della Piana del Sele. “È significativo- scrivono in una nota Anselmo Botte e Giovanna Basile della Cgil- che ciò sia avvenuto all’indomani dell’incontro delle organizzazioni sindacali con i ministri Martina e Poletti, teso a mettere in campo un piano di contrasto al caporalato che parte proprio da un incremento delle azioni ispettive come strumento di prevenzione”.
Uno dei punti del piano prevede la confisca dei beni alle imprese che si macchiano di caporalato. Ipotizzata anche una forma di assistenza per i braccianti che denunciano il caporalato.
La Cgil chiede “l’istituzione di un bollino etico per le aziende virtuose e l’estensione del sistema sanzionatorio, previsto per i caporali, anche alle aziende che ne fanno uso”. Le aziende illegali vanno “combattute e colpite, anche per salvaguardare l’operato delle aziende sane. Abbiamo proposto, inoltre, al governo la riduzione di un euro a giornata dei contributi previdenziali per le aziende che risulteranno rispettose della normativa e dei contratti di lavoro”.

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