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Cava de’ Tirreni, pistola clandestina in auto: arrestato 39enne cavese

Cava de’ Tirreni: la Polizia trae in arresto un pregiudicato trovato con una pistola clandestina in auto. Nella tarda serata di ieri, 5 luglio, gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cava de’ Tirreni hanno proceduto all’arresto di un 39enne cavese, pregiudicato, per i reati di detenzione  e porto abusivo di arma clandestina nonché di ricettazione. Durante un servizio straordinario di prevenzione e repressione dei reati di natura predatoria, gli agenti notavano, in via XXV Luglio a Cava, un’autovettura sospetta che si aggirava nei pressi delle attività commerciali.

Alla vista della volante il conducente del veicolo accelerava e cambiava direzione di marcia in modo repentino. Immediatamente, gli agenti si ponevano all’inseguimento dell’autovettura sospetta e la raggiungevano nei pressi di un distributore di benzina. Il conducente del veicolo veniva fermato e controllato dai poliziotti mentre si accingeva ad entrare nel bar e sottoposto a perquisizione personale, estesa anche al veicolo al fine di accertare l’eventuale possesso di armi o strumenti di effrazione. La perquisizione dava esito positivo in quanto nel cassetto portaoggetti lato passeggero del veicolo veniva rinvenuta una  pistola clandestina, con matricola abrasa, caricatore inserito e rifornito con sette cartucce calibro 7,65.

La successiva perquisizione domiciliare presso l’abitazione, sita in una frazione collinare della città, consentiva di rinvenire ulteriori sei cartucce calibro 7,65, di cui due con ogiva modificata al fine di aumentarne la capacità offensiva, custodite all’interno della cassaforte in camera da letto, nonché una fondina in pelle, rinvenuta sul frigorifero in cucina. Dopo le formalità di rito l’uomo veniva condotto su disposizione dell’Autorità Giudiziaria agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo. L’arma e il munizionamento rinvenuti ed il veicolo utilizzato, risultato a noleggio secondo un diffuso modus operandi finalizzato a rendere meno agevole l’identificazione del conducente in occasione della commissione di reati, venivano sottoposti a sequestro.

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