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“Cattiva gestione dei buoni spesa”

La lettera dei consiglieri Dante Santoro, Roberto Celano, Antonio Cammarota, Ciro Russomando e Pietro Stasi. Indirizzata al sindaco di Salerno e al presidente del Consiglio comunale.

“I sottoscritti consiglieri comunali ribadiscono le critiche per la mala gestio dei buoni spesa e il mancato accoglimento delle concrete proposte avanzate in questi giorni in tutte le sedi.

Il Governo Nazionale ha inviato somme liquide disponibili in poche ore ma il Comune di Salerno, tra gli ultimi in assoluto, ci ha messo oltre 15 giorni per la consegna dei buoni.

Non è stata recepita la richiesta di stampare, come hanno fatto tanti comuni, titoli di piccolo taglio, facilmente rimborsabili per la liquidità in cassa, da spendere anche nei negozi di zona, ma si è scelto il circuito Edenred che ha penalizzato i piccoli esercenti di quartiere e non ha consentito, così come confermato dagli stessi operatori commerciali, sconti e promozioni per l’aggio del 15% dovuto al circuito.

Non è stata recepita la richiesta di un numero di telefono che rispondesse alle tante chiamate dei cittadini, che non sapevano come compilare la domanda, se era ben redatta, se a buon fine, dovendo attendere un avviso che spesso non è arrivato e che ancora richiedono riscontro.

Una mala gestio, soprattutto perché sui soldi del Governo per la povera gente si è assistito alla sovraesposizione mediatica del nome e cognome di un assessore, tra qualche settimana candidato alle elezioni, che ha addirittura firmato la lettera di accompagnamento dei buoni spesa.

Una pessima gestione, con la sconcertante pubblicazione sulla pagina web del Comune di Salerno di una denuncia alla Procura per un preteso “sciacallaggio politico”, per cui è stato richiesto accesso agli atti ed è ogni e più ampia riserva e in ogni sede.

Nondimeno, come sempre i sottoscritti consiglieri continueranno, in ragione del mandato di rappresentanza popolare ricevuto, a svolgere il ruolo che compete, di proposta, di critica, di responsabilità istituzionale, perché le Istituzioni sono del popolo e non di qualcuno”.

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