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Carcere di Salerno: i Radicali elencano i problemi sanitari e penali

Salzano,Picarone e Accarino, in visita al carcere, parlano dell'inesistente sistema di assistenza sanitaria e del sovraffollamento delle celle

admin

Nella giornata di ieri, in occasione dell’Epifania, Donato Salzano, segretario dell’Associazione Radicale “Maurizio Provenza” di Salerno, Franco Picarone, consigliere regionale per il Partito Democratico e Saverio Accarino, segretario della Camera Penale di Salerno hanno fatto visita alla casa circondariale di Salerno in via Fuorni, rilasciando alcune dichiarazioni durante una conferenza stampa. Il primo a prendere parola è stato Salzano che si è subito focalizzato sul problema della mancanza dell’assistenza sanitaria, sottolineando l’assoluta assenza dei livelli sanitari essenziali per i detenuti. Salzano ha proseguito criticando l’eccessiva durata dei processi che costringono tantissime persone in attesa di giudizio a passare mesi e mesi in carcere. Attualmente, secondo il segretario dei Radicali, più del 50% dei detenuti della casa circondariale sarebbe in attesa di giudizio. Tale sovraffollamento, che costringe i detenuti a vivere in sei in una sola cella, sarebbe dovuto al “sovraffollamento delle scrivanie dei magistrati”. La parola è passata poi a Picarone il quale ha rivolto un appello al commissario dell’Asl di Salerno, Postiglione, incitandolo a mettere meglio a punto l’organizzazione del servizio, tenendo conto delle situazioni singole di ogni detenuto, considerando che molti di essi sono da tempo in attesa di visite specialistiche. Il consigliere regionale Accarino ha terminato il discorso spostando l’attenzione sulla battaglia che si sta perpetuando fra le varie Camere Penali, criticando l’assenza dei braccialetti elettronici, che potrebbero risolvere molti dei problemi elencati. Accarino ha concluso sollecitando la sorveglianza del carcere a velocizzare l’iter per ottenere i permessi e ponendo anch’egli l’accento sul sovraffollamento delle carceri. I tre politici hanno poi promesso di ritornare in visita al carcere per verificare la realizzazione di alcuni progetti che gli sono stati promessi dalla sorveglianza della casa circondariale.

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