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Campania: una fucina di campioni dell’hold’em

hold'em

Il poker e in particolare la sua versione statunitense denominata Hold’em è da diversi anni una disciplina praticata da migliaia di appassionati, professionisti e non. Il coinvolgimento dei giocatori abbraccia fasce di età trasversali e non è raro trovare vecchi squali del tavolo verde e rodati “novellini” fronteggiarsi nelle fasi finali dei tornei più importanti che si disputano in giro per il mondo. Da tempo numerosi pro hanno trasformato questo passatempo in professione e il poker ha da qualche tempo iniziato a coltivare la velleità di essere riconosciuto anche come disciplina olimpica, alloro al quale anche altri giochi di carte carte (come il bridge) e altre discipline della mente affini (come gli scacchi) ambiscono. In Italia i club dedicati all’hold’em sono tantissimi sparsi su tutto il territorio nazionale e in particolare la Campania ha dimostrato di essere la punta di diamante di questo movimento avendo prodotto nel tempo una serie di campioni che sono stati capaci di farsi notare in campo internazionale. Nella top ten dei giocatori tricolore stilata da The Hendon Mob (un portale dedicato esclusivamente alle statistiche di questo gioco) che classifica anche i pro che hanno vinto di più in Italia sia dal vivo che online figurano infatti ben tre corregionali. Anche la provincia di Salerno ha recentemente prodotto pokeristi di alto profilo che presto potrebbero scalare la china fino a raggiungere l’Olimpo dell’Hold’em italiano.

Il campano più famoso è senz’altro il napoletano Dario Sammartino, numero uno italiano e 46° mondiale grazie ad oltre 14 milioni di dollari di vincite stimate in carriera.
Anche lui come molti dei grandi di questa disciplina si è formato grazie al gioco online, che ormai permette di iscriversi a tornei di poker o di giocare nei migliori casinò, per poi trovare la ribalta nei tornei live. Il più grande exploit del numero uno del poker Italiano è avvenuto recentemente quando ai WSOP del luglio 2019, l’asso cresciuto all’ombra del Vesuvio sfiorò l’impresa venendo battuto in finale nel Main Event dal tedesco Hossein Ensan centrando il secondo posto e un ricco premio da 6 milioni di dollari. Dietro a “madgenius87”, il nickname online del fenomeno cresciuto nel quartiere del Vomero a Napoli, si piazza Antonio Buonanno settimo nella graduatoria italiana e in 730ª posizione a livello mondiale grazie a vincite sul tavolo verde stimate oltre i due milioni di Dollari. Il fenomeno dell’hold’em di Marzano Appio, piccolo comune dell’entroterra casertano, conseguì il suo più celebre exploit agli EPT del 2014 quando a Monte Carlo vinse la tappa più importante dei circuiti europei sbancando il testa a testa finale con un altro italiano, il frusinate Massimo Di Cicco. Il successo a Buonanno fruttò la bellezza di circa 1,2 milioni di euro. A chiudere il trio delle meraviglie della Campania è Sergio Castelluccio, pro di Bisaccia, cittadina di poco più di 3mila anime in provincia di Avellino che in carriera ha finora racimolato oltre 2 milioni grazie alla sua abilità nell’Hold’em. Il classe 1974 è rinomato per essere un abile calcolatore di percentuali di vincita ed anche per questo il suo soprannome nel circuito è quello di “geniodelletartarughe”. Tra i suoi piazzamenti a premio più importanti si ricordano un quarto posto all’Ept di Montecarlo da 400mila euro e un 14° posto al Main Event dei Wsop da oltre 450mila dollari.

Per quanto riguarda la provincia di Salerno negli ultimi anni ha creato interesse la favola di Andrea Buonocore, talento classe 1988 cresciuto a Salerno che si è fatto un nome vincendo alcuni dei tornei più importanti in Italia come il Main Event Scoop del 2014 e il Main Event ICOOP del 2017. Nel 2009 Buonocore si è trasferito negli Stati Uniti per coltivare il sogno di arrivare sul tetto del mondo grazie alla sua abilità sul tavolo verde. Domenico Iannone, altro salernitano doc, è l’ennesimo esponente di quella classe campana capace di fare scuola sui tavoli da gioco di tutto il mondo avendo totalizzato circa 200mila dollari di vincite seguendo i consigli del suo amico Buonocore che a suo tempo contribuì ad accendere in lui la curiosità per questo sport che continua a far sognare generazioni di campani.

De Angelis - Grafica e stampa

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