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Quando il calcio incontra il teatro

Si è svolta a Napoli la 54esima edizione del campionato europeo dei teatri

Alfonso Maria Tartarone

A teatro non si parla di calcio o, meglio, non si recita calcio. E’ una convenzione non scritta ma ferrea: fa parte del ricco bagaglio di scaramanzie che i teatranti si portano dietro. Parlare di calcio in palcoscenico non è di buon auspicio. Questo spiega la ragione per la quale è così raro trovare accenni diretti al mondo del pallone nella storia della drammaturgia, anche se negli ultimi tempi sono diverse le pièces anche di successo sul calcio e i loro personaggi, a firma di Claudio de Palma e di Peppe Servillo I motivi di questa fama jettatoria del calcio in scena non sono noti, così come spesso sono ignote le cause di convinzioni simili. Ma i linguaggi delle due arti sono osmotiche e se il calcio ha preso a prestito spettacolo, appunto, ma anche regista, comparsa, rincalzo, debutto, solista, orchestra, – il calcio ha sottratto spazio concreto al teatro: tanto in termini di reclutamento del pubblico quanto in termini di reale sviluppo della ricerca spettacolare. Ecco che a Napoli, regno sia del calcio che del teatro si è disputata la 54° edizione del Campionato Europeo dei Teatri, organizzato dal Teatro Stabile Saverio Mercadante e dal Gruppo Calcio Teatro alla Scala, campione uscente. Dodici le agguerritissime squadre che si sono date battaglia in una giornata sola sui campi delle giovanili del Calcio Napoli, divise in due gironi, con scontri di venti minuti l’uno. Finale ad appannaggio due squadre straniere, il grand Theatre dell’Opera di Poznan, che si è aggiudicato il torneo e la Slovene National Theater di Maribor. Rivelazione assoluta, al suo debutto nella manifestazione la squadra del Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno, agli ordini dell’allenatore Antonio Senatore I flauto dell’orchestra e di un determinatissimo presidente Antonio Marzullo, braccio destro di Daniel Oren. “Un quinto posto inaspettato – ha dichiarato l’allenatore – venuto con una rosa di soli venti giocatori. Il nostro è un teatro piccolo rispetto agli altri massimi italiani e stranieri e siamo giunti a questo risultato dal girone più duro, dal quale sono uscite le due squadre finaliste. Un risultato che è nelle mani e nei guanti del nostro portiere, l’oboista Antonio Rufo, una vera e propria saracinesca, premiato quale miglior portiere del torneo, i goals di Sabatino Procida, quelli del rigorista Bruno Gagliardi e la finezza su calcio d’angolo del flautista Andrea Ronca direttamente in rete dalla bandierina del calcio d’angolo, il famoso gol olimpico, sulle tracce di Ferenc Puskas, Massimo Palanca e Maradona, per poi vincere ai rigori la finalina del quinto posto con i colleghi viennesi, grazie ai rigori, oltre i goals di Gagliardi, segnati da Fabrizio Giordano, Giuseppe Melillo e Pietro Di Bianco”. “Sono molto felice di aver partecipato a questa giornata – ha dichiarato Antonio Marzullo – peccato che solo quest’anno siamo riusciti a partecipare, ma da questa edizione non faremo mai mancare la nostra presenza. Vale quanto una vittoria questo piazzamento al ridosso del podio e su tutto l’aver trascorso una giornata tra musica e sport, che in settembre bisseremo a Salerno con un torneo esagonale ad inviti a fine estate”. Spulciando i tabellini delle partite disputate dal nostro massimo, abbiamo ingaggiato begli scontri con il teatro San Carlo di Napoli, il derby per eccellenza, in cui abbiamo giocato una gara un po’ in aspettativa, timorosi per l’esordio, quindi la prima sconfitta con Slovene National Theater di Maribor, con il primo rigore parato da Antonio Rufo, in una partita veramente maschia ove il nostro oboista Pietro Avallone sulla fascia è stato subissato di interventi fallosi veramente ruvidi. Quindi un uno a zero netto al Carlo Felice di Genova con goal di Sabatino Procida, un due a zero secco al teatro regio di Torino con goal di Gagliardi su rigore e Andrea ronca diretto dall’angolo, quindi la sconfitta perentoria con il Grand Theatre dell’Opera di Poznan per quattro a zero, squadra che ha praticamente mandato in infermeria e anche gravemente, l’intero centrocampo, già purtroppo non congruo, con rabbia agonistica da professionisti, di cui erano ben infarcite sia la squadra polacca che quella slovena, inserzioni che dovrebbero essere controllate con attenzione, subita in massima parte dal violoncellista Matteo Parisi, che ha concluso la giornata con frattura al gomito e pesantissima distorsione alla caviglia. L’allenatore Antonio Senatore ha impiegato per tutte le partite un dinamico 3-5-2 e solo con il Carlo Felice, in possesso di due brillanti elementi, che andavano marcati ad uomo, il 4-4-2. Una squadra quella salernitana che comunque va citata in tutti i suoi elementi, Mattia Abate, Pietro Avallone, eccezionali sulle fasce in finale, Sergio Caggiano, Raffaele D’Andria, Sergio De Castris, Pietro Bianco, Vittorio Fusco, Michele Galluzzi, Fabrizio Giordano, Giuseppe Melillo, Matteo Parisi, Antonio Pepe, Fernando Pires Camargo, Sabatino Procida, al quale è stata affidata la fascia di capitano, Vincenzo Meriani, Andrea Ronca, Antonio Rufo, Gerardo Ungaro, Bruno Gagliardi e Giovanni Sanarico. Festa delle premiazioni a bordo campo, che ha salutato vincitrice la compagine del Grand Theatre dell’Opera di Poznan, seguita dalla Slovene National Theater di Maribor , terza la squadra del teatro Alla Scala, quarto il teatro Lirico di Cagliari, quinto il Giuseppe Verdi di Salerno, sesta la Staatz Opera di Vienna, settimo il Carlo Felice di Genova, ottava la Fenice di Venezia, nona l’Accademia di Santa Cecilia, decimo il Teatro di San Carlo, undicesimo il Regio di Torino e dodicesimo il teatro Stabile di Napoli, anche organizzatore sul posto, Saverio Mercadante, con miglior giocatore del torneo Andrea Venesia del teatro scaligero e il fortissimo Krzystof Bartoszak n°20 della squadra polacca, capocannoniere.

Attesissimo momento conviviale a seguire, apice di una soddisfacente organizzazione firmata da Luca Papalica e dalla sua Sport-X con tanto di riprese e telecronache live in tribuna, con l’arbitraggio unica pecca per mancanza della terna completa e di giudici poco mobili, atti a valutare fuori gioco, fallacci e punizioni. Appuntamento sui campi viennesi per il I Maggio 2025 che saluterà la LV edizione (la musica nella smorfia!) e a Salerno a fine estate per l’esagonale di avvicinamento.

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