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Calaiò e la Salernitana: mai così vicini

Speciale sul palermitano che ha una pazza voglia di rimettersi in gioco dopo il caso dei "messaggi su Whatsapp": c'è l'intesa con i granata ma è tutto legato ai movimenti in uscita

Luca Viscido

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L’ARCIERE | Emanuele Calaiò e quella grande voglia di tornare al calcio giocato, dopo l’inattività di questi 6 mesi dovuta alla squalifica relativa al probabile coinvolgimento dell’arciere nella combine del campionato scorso tra Spezia e Parma. Come dichiarato dallo stesso calciatore qualche settimana fa, in un campionato difficile come quello cadetto non conta la carta d’identità, ma la voglia e soprattutto la determinazione di volersi sempre mettere in discussione. La Salernitana lo ha cercato, lui si è proposto, un avvicinamento simile a quello avvenuto negli anni passati tra le parti ma che non si è mai concretizzato. Ora come ora, però, il palermitano sembra intenzionato più che mai a ridurre le sue richieste e questo aumenta, non di poco, l’appeal della società granata. Sull’attaccante c’è mezza serie B ma l’arciere vorrebbe tornare vicino casa, a Napoli, la città della moglie, pensando di chiudere anche la carriera a Salerno visto che proprio a gennaio ha spento 37 candeline. Anche la durata del contratto non sarebbe “faraonica”, un annuale con opzione per il secondo, probabilmente con qualche bonus legato a quanto prodotto in campo, perchè no anche dal punto di vista realizzativo. Tutto, però, sembra essere legato alle voci in uscita, se la Salernitana non garantirà almeno una cessione, uno tra Vuletich o Orlando, difficilmente sarà effettuato il “passo” per concludere l’affare Calaiò.

CALAIO’ DIVIDE | Opinioni contrastanti sull’attaccante di Palermo, perplessità che a molti nascono, a ragion veduta, sull’età del calciatore. Non certo un ragazzino Emanuele Calaiò che, però, ha dimostrato di saper ancora sportellare lì davanti con una certa autorevolezza, negli anni ovviamente ha diminuito il minutaggio ma ha sempre garantito buona dose di reti e soprattutto prestazioni al servizio della squadra. La prima punta, per caratteristiche, che cerca Gregucci nel suo attuale 3-4-2-1, con la possibilità di alternarsi con le altre punte della rosa che di certo non brillano per capacità realizzativa.

GLI INIZI | Nasce calcisticamente nella Panormus, scuola calcio della sua città natale. Successivamente passa nel settore giovanile del Torino. Esordisce in serie A proprio con la maglia granata nel gennaio del 2000, in un Reggina-Torino 2-1, andando a segno dopo circa 8 minuti di gioco. Alla terza stagione con il Toro non riesce a trovare spazio, così passa alla Ternana ma anche con le fere non esplode, gioca poco nel girone di ritorno e segna solo due reti. Stesso rendimento nei sei mesi successivi al Messina, sempre in cadetteria,

LA SVOLTA | La marcia in più parte con un “pizzico sulla pancia”, ovvero il declassamento, scende di categoria e va in C1 a Pescara nella finestra del mercato invernale. Anche in terza serie nella squadra di Ivo Iaconi non è protagonista ma gli abruzzesi vengono promossi e comincia un’altra storia. E’ il suo anno, con Iaconi prima e con Cetteo Di Mascio dopo “polverizza” la classifica marcatori: 21 reti in 43 gare. L’anno dopo parte leggermente frenato, con i biancocelesti ma arriva la chiamata del Napoli Soccer di De Laurentiis. Sei mesi non idilliaci ma l’anno dopo è protagonista della promozione con 18 reti in terza serie.

GLI ALLENATORI | Deve molto, tanto, a Edy Reja. Con il Napoli ha scavalcato le categorie ed è il tecnico con cui ha segnato di più. Una seconda giovinezza, invece, quella vissuta con Roberto D’Aversa che lo ha rivalorizzato anche nella partecipazione al gioco, tanti assist negli anni vissuti al Parma, con 24 reti realizzate. Altro mister importante per il palermitano, Ivo Iaconi, così come Antonio Conte e Giuseppe Sannino negli anni al Siena, in Toscana si è consacrato dimostrando di potersela giocare in massima serie con i grandi. Non proprio amore, invece, con il Gasp, ai tempi del Genoa e con Marco Giampaolo nella parentesi a Siena. Bene ha fatto, invece, con Mimmo Di Carlo a La Spezia. Poco spazio, invece, nel Napoli con Mazzarri.

CONTRO I GRANATA |  Sette volte si sono incrociati Emanuele Calaiò e la Salernitana, sei volte in cadetteria. Da avversario il palermitano non ha mai perso, andando anche a segno due volte in carriera, tutte e due le volte con la maglia dello Spezia, in coppa e in campionato. Tre anni fa all’Arechi , dal dischetto la rete del vantaggio e del sorpasso delle aquile dopo il pari di Vignali.

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