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Cala il sipario sulla rassegna “I tramonti letterari del Gattapone”

Cala il sipario , oggi alle ore 19:00, il ciclo di giugno dedicato alle presentazioni della rassegna “I tramonti letterari del Gattapone”. Spazio alla presentazione del libro “Giacomo
Mancini un avvocato del sud” di Paride Leporace, edito da Luigi Pellegrini Editore,
si conclude, per il mese di giugno, il ciclo delle presentazioni della Rassegna

“Chiudiamo questo mese in bellezza, sono stati due mesi intensi, che hanno visto la
presenza di autori e autrici importanti, che hanno dato lustro all’evento”, ci tengono a
precisare gli organizzatori, Francesca Spera, Raffaella Iannece Bonora e Raffaele
Agresti.
Paride Leporace è un cosentino nato a Cerisano il 1962, è un giornalista da molti
decenni, ha diretto diversi quotidiani, esperto di cinema, ha guidato la Lucania Film
Commission.
Vive tra Calabria, Basilicata e Campania.
Ha scritto il saggio “Toghe rosso sangue” (1a ed. New Compton, 2a ed. Città del
Sole ), “Cosangeles” (Pellegrini) e “Giacomo Mancini un avvocato del sud”, proprio
quest’ultimo libro presenterà a Eboli lunedì prossimo.
All’evento prenderanno parte, la giornalista Raffaella Iannece Bonora, che dialogherà
con l’autore, il Sindaco di Eboli Mario Conte, e la delegata alla cultura Lucilla Polito,
che porteranno i saluti della Città di Eboli, Irma Iannece leggerà brani del libro.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.

IL LIBRO
Giacomo Mancini Un avvocato del sud.
Un’appassionante carrellata di fatti che restituisce alla conoscenza collettiva, in
particolare ai giovani, la vicenda politica di Giacomo Mancini, certamente tra le più
significative e originali della storia repubblicana.
A vent’anni dalla morte di Giacomo Mancini, mi sembra giunto il momento di
tracciare un quadro storico e biografico del politico calabrese che meglio rappresentò
le ragioni della sua terra in un’ottica meridionalista e di difesa della democrazia.
Giacomo Mancini è stato un socialista che ha cambiato lo stato di molte cose. Non
mancarono i difetti e le tare. Ma il saldo è a suo favore.
I calabresi che lo hanno incontrato nella loro vita, anche a distanza, incrociandone la
sua politica continuano a dire: “Però ha fatto”, in nome di un senso comune che è
un’appartenenza. Lui stesso si definì “un avvocato socialista del Sud” e infatti la sua
figura di politico meridionalista merita di essere ricordata e costituisce un esempio
per la classe dirigente attuale poco incline a sapersi rapportare con la sua storia come
quando sbloccò i lavori della Salerno-Reggio Calabria fermi ad Eboli per l’incapacità
dei dirigenti dell’Anas.

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