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Business degli anabolizzanti: ancora sequestri

I Carabinieri hanno sequestrato una rivenditoria di sostanze

Carmen Incisivo

Sequestrata un’attività appartenente a un pregiudicato residente all’estero. È accaduto a Pontecagnano questa mattina, quando i Carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo di Salerno hanno eseguito un provvedimento di applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del sequestro e confisca di beni immobili, emesso dalla Corte di Appello di nei confronti di Giuseppe Pellegrino, pregiudicato 51enne di Pontecagnano Faiano, da tempo residente nella Repubblica Slovacca.
Sequestrata la rivendita di integratori alimentari “Time body” di Pontecagnano del valore stimato in circa 200milq euro. Il provvedimento è scaturito dal prosieguo delle investigazioni che in data 10 ottobre 2014 avevano portato all’emissione nei confronti del 51enne di una misura di prevenzione personale e patrimoniale; le indagini condotte dal citato Nucleo Investigativo, hanno consentito di individuare ulteriori beni immobili acquistati da Pellegrino mediante l’investimento di ingenti profitti provenienti dal traffico internazionale di sostanze anabolizzanti e dopanti.
Lo scorso ottobre i Carabinieri sottoposero Pellegrino a misure interdittive: una personale attraverso l’obbligo di dimora per due anni e patrimoniale attraverso il sequestro e la confisca di beni immobili e rapporti bancari. Misure emesse dal Tribunale di Salerno a seguito di diverse attività investigative condotte dalla varie Procure italiane che individuavano in Pellegrino un “soggetto operante nell’ambiente del traffico internazionale di sostanze anabolizzanti e dopanti, che aveva stabilito in una palestra di proprietà la base logistica per i propri traffici”. All’epoca, in diversi comuni della provincia di Salerno furono sottoposti a sequestro, per la successiva confisca tre appartamenti, di diversa ampiezza; tre box per auto; sei terreni, di diversa pezzatura, con annessi rustici; un locale adibito a palestra e sei rapporti di conto corrente bancari e postali. Il tutto per un valore complessivo stimato in circa 900mila euro. “A seguito della notifica del provvedimento odierno- fanno sapere i Carabinieri- il figlio di Pellegrino ha opposto una reazione passiva nei confronti dei militari operanti, cercando di impedire loro di proseguire nelle operazioni di inventario della merce sottoposta a sequestro, e pertanto è stato deferito in stato di libertà all’Autorità giudiziaria per il reato di resistenza a pubblico ufficiale”.

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