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Boca e le chance

Il centravanti veneziano "divide", un po' come Guidoni nel '99 ma quella Salernitana non aveva problemi in avanti

Non sarà Gigi Finizio ma Riccardo ci starà pensando, “fammi riprovare” e più di una canzone, un invito nella seconda settimana di ottobre. In sette gare solo 156 minuti, meno della metà delle prime sette dello scorso campionato di B che è terminato con 10 marcature complessive. Sono 15 le reti fin qui in maglia granata (compresi i gol in coppa), in 47 presenze, tra 3 gare la Salernitana sarà la seconda squadra con cui ha giocato di più in carriera, il Doge con la valigia, solo ad Alessandria è stato di più con 85 presenze e 39 reti. Quest’anno contro il Padova all’Arechi ha superato i 45 minuti sul campo, ma è già passato un mese dal match del Via del Mare dove ha cambiato la gara entrando nella ripresa, riacciuffando il risultato prima e dopo, “sportellando” nell’azione del pari firmata da Castiglia. Solo 45 minuti giocati nelle ultime tre gare, la sua sembra una storia già vista, il centravanti che “divide” anche la tifoseria, chi lo vuole in campo e chi preferisce dar spazio ad altri, quasi un film già visto, come nel ’99 quando a Salerno arrivò Stefano Guidoni. Il centravanti torinese nel suo primo anno in granata collezionò 32 presenze mettendo a segno 11 reti, nel secondo anno meno apparizioni e maggior fatica a trovare spazi, avendo davanti nelle gerarchie Vignaroli, Di Michele e tutto sommato anche Palmieri che fu “atteso” fino alla fine. Solo 18 presenze e due reti. Situazioni analoghe ma in epoche diverse, eppure il calcio non è cambiato, per far felice la gente bisogna sempre buttarla dentro..

Sport1

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