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Bimba libanese ricoverata al Ruggi, tanti minori da soli ancora a Salerno

Intenso lavoro della Protezione Civile, le storie e le speranze di tanti ragazzi e ragazze senza famiglia

Federica D'Ambro

AGGIORNAMENTO 13.30 -

Sono partiti da via dei Carrari alcuni autobus per trasportare i minori non accompagnati in strutture adeguate, almeno 50 giovani, che dovrebbero restare in Campania anche se non sono ancora chiare le destinazioni. Un gruppo familiare presente ha lasciato la città, sarà ospitato in un centro prima di ulteriori spostamenti. Attualmente proseguono le analisi per verificare il numero preciso dei minori presenti a Salerno, attraverso i classici esami del polso. Continua il lavoro dei volontari, impegnati anche nel controllare delle piccole scaramucce tra gli stessi migranti giovanissimi, come accaduto oggi al momento della distribuzione dell’acqua, dove sono intervenuti anche gli agenti della Polizia per riportare la calma.

Sono 187 i minori arrivati ieri al molo Manfredi di Salerno a bordo della nave Siem Pilot, salvati dalle acque del mar Mediterraneo. Di questi 187 solo una parte resterà a Salerno, il numero ancora non è chiaro, ma la maggior parte saranno trasferiti in varie zone d’Italia. Il grande lavoro della Protezione Civile non si è ancora fermato da ieri mattina. Infatti, sono ancora in corso le procedure di identificazione dei migranti. Identificazioni più lunghe in vista dei tanti minori non accompagnati, alcuni solo in compagnia di fratelli. Sembrerebbe che di questi 187 solo la metà fanno parte di due nuclei familiari, dove sono presenti anche i genitori, il resto sono soli. La maggior parte dei minori proviene dalla Libia, dalla Siria, alcuni dall’Africa, vedendo nell’Europa la pace e la tranquillità che la guerra civile, gli ha portato via. Salerno, è solo un punto d’arrivo, di riconoscimento, alla fine di ogni identificazione, i minori e non saranno accompagnati nei centri pronti e idonei per accoglierli.

Lo sbarco di ieri a Salerno si è contraddistinto per la morte del piccolo di tre anni, atteso al porto con una bara bianca. Ma a bordo della nave norvegese non era l’unico minore, altri sono giunti a Salerno feriti o denutriti. Come nel caso di una piccola neonata libanese, attualmente ricoverata al Ruggi d’Aragona.
La piccola, nata da pochi mesi, per nutrirsi beve ancora il latte materno. Latte che non è riuscita ad ingerire per circa 3 giorni quando la madre non ha potuto mangiare cibo adatto. La piccola, appena scesa dalla nave, è stata trasportata al Ruggi d’Aragona. Dermatite e problemi respiratori per la bimba che resterà per almeno altri tre giorni insieme alla famiglia nel reparto neonatale del presidio ospedaliero, al momento la piccola fortunatamente non presenta criticità. Come detto tanti giovanissimi, alcuni partiti da soli, i più grandi, altri con i loro genitori che però non sono sopravvissuti, dal Marocco, Libia, Nigeria, Bangladesh, Pakistan, Eritrea, Somalia, Sudan, Guinea, Costa d’Avorio e Gambia. Per la prima volta ieri è stato testato un nuovo metodo di riconoscimento, ovvero il trasferimento nel centro di raccolta della Croce Rossa in via dei Carrari, lì sono state effettuate tutte le operazioni. Nella giornata di ieri ha lanciato un appello anche il sindaco Napoli che ha evidenziato le difficoltà vissute con la capacità massima d’accoglienza per i minori in città. Ragazzi e ragazze, bimbi e bimbi, non ancora maggiorenni infatti, vengono presi in carico dal Comune dove avviene lo sbarco, in questo caso il capoluogo salernitano.  “C’è bisogno di accelerare l’affidamento – ha dichiarato il sindaco Napoli – Salerno dovrà fare ancora la sua parte, ci stiamo attrezzando per ospitare altri sbarchi”.

Può capitare, come detto, che dei minori viaggino da soli, anche perchè le stesse famiglie non possono permettersi di pagare i “viaggi della speranza” che poi si tramutano in vero e proprio terrore. Spesso si parte da Tripoli, previo pagamento, senza distinzioni di uomini, donne o bambini, dai 1600 ai 2mila euro le cifre per salire a bordo di barche o gommoni arrangiati, in mano agli scafisti.

Intanto per l’intera giornata, per garantire la giusta accoglienza ai minori, continuano i lavori straordinari dei carabinieri, militari della Croce Rossa, Protezione Civile e mediatori dell’Onmic.

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