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Bilancio granata, ecco i numeri della Salernitana di Lotito e Mezzaroma

Ricavi, debiti, plusvalenze, monte ingaggi e segni meno: ultima assemblea dei soci a Formello, nella gestione romana è costata più la salvezza dello scorso anno che la promozione in B

Un segno meno nel bilancio da 1 milione e 346mila euro, è la perdita d’esercizio della Salernitana nella gestione Lotito-Mezzaroma, datata fino al 30 giugno del 2016. I numeri della gestione romana sono stati pubblicati con il riferimento sulla relazione dei revisori contabili dal quotidiano Il Mattino e Metropoli, oggi in edicola. Nel 2012 la perdita è stata di 31mila euro, era l’anno del Salerno Calcio. Nel 2013, in seconda divisione i granata cominciarono l’anno con Galderisi ma a fine settembre subentrò Carlo Perrone che stracciò il campionato, si registra un segno meno di 1 milione e 500mila euro. Nel primo anno di Lega Prima, prima divisione, il gruppo di Gregucci perse i sogni promozione nei quarti di finale play-off a Frosinone, in quella stagione una perdita di 1 milione e 200mila euro. L’anno successivo, quello del ritorno in B, la Salernitana ha registrato un passivo di 917mila euro. Secondo i revisori contabili però le perdite sono fisiologiche e sono state accompagnate da un patrimonio netto, con il finanziamento dei soci, pari a 48 milioni di euro. L’ultimo intervento sul bilancio, quello della Morgenstern di Marco Mezzaroma che ha versato 150mila euro. Come si legge sui quotidiani Il Mattino e Metropolis, la salvezza dello scorso anno è costato anche più della promozione alla società, 11 milioni e 400mila euro, il 45% in più rispetto a quanto speso per essere promossi in serie B, con 4,3 milioni di euro di ingaggi per 27 calciatori, a cui bisogna aggiungere vari premi salvezza stabiliti dalla società, oltre a compenso ai dipendenti.

Ci sono poi i dati riguardanti i ricavi, un valore di produzione di 10 milioni e 400mila euro, con i botteghini che portano un incasso di 2 milioni e 700mila euro. Ed ancora 2 milioni e 200mila euro di proventi pubblicitari generati dai rapporti con la Lazio Marketing e una plusvalenza importante nella cessione di Gabionetta di circa 497mila euro. Da inserire anche i 420mil euro degli sponsor e 120mila euro come premi valorizzazione ricevuti.

Emerge anche la situazione riguardante i debiti, poco sotto i 5 milioni di euro, di questi 2 milioni sono per tributi, stipendi relativi a giugno e premi salvezza che sono stati saldati a settembre dopo la chiusura del bilancio. Ai fornitori la Salernitana deve 2 milioni di euro, all’Italverde che ha curato il prato dell’Arechi e alla Cosat che fornisce l’autobus. Ci sono anche i crediti però nel registro contabile dei granata, oltre 3 milioni, compensazioni con lo sponsor tecnico e con il Comune di Salerno, con l’amministrazione si parla di cifre da ricevere per la manutenzione dell’Arechi e da corrispondere per il fitto dello stadio e del Volpe, mentre la Salernitana deve ricevere anche 428mila euro dalla Lega di Serie B.

C’è poi l’acquisto definitivo dei beni immateriali, il saldo di 353mila euro all’Energy Power. Come detto l’ultima assemblea dei soci si è svolta il 28 ottobre a Formello, con l’amministratore unico Luciano Corradi, il collegio sindacale in cui c’è anche Marco Mezzaroma e Marco Moschini che è delegato di una società riconducibile a Lotito, la Omnia Service.

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