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Battuage,il desiderio peccaminoso come in cielo così in terra

Battuage in scena al Piccolo Bellini di Napoli fino all' 8 dicembre

Pasquale Petrosino

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Sul palcoscenico del Piccolo Bellini di Napoli in scena fino all’8 dicembre Battuage, della giovane e già acclamata compagnia VUCCIRIA,che conta attori siciliani e campani. Battuage appartiene a quel finto francesismo coniato per definire i luoghi frequentati da persone in cerca di rapporti sessuali occasionali. Si tratta generalmente di luoghi all’aperto e per lo più fatiscenti. Rientrano nei luoghi del battuage più gettonati i vespasiani , parchi cittadini, spiagge, parcheggi e cinematografi così come riscontrato già in una testimonianza del XXVII secolo.

Il sipario è già aperto, il pubblico entra con “prepotenza fascinosa” in un luogo, ruvido, freddo , buio. L’unico rumore è dato dalla perdita di acqua lenta e graffiante, tipica dei vespasiani più macabri. Il primo ad entrare è Salvatore, il ragazzo che andato via dalla Sicilia cerca di riscattare la sua vita imponendo al mondo la sua esistenza, un mondo che non gli offre nessuna possibilità di emergere e di vivere, ragion per cui è relegato al Battuage, unica strada possibile al riscatto sociale. Salvatore, interpretato dall’attore Joele Anastasi che ha scritto e diretto questo spettacolo, sceglie la strada del sesso a pagamento, non importa se a chiedere piacere sessuale è un uomo o una donna, l’importante è che paghino. Un mondo sotterraneo, quello in cui vive Salvatore, fatto di cattivo odore, buio e pericolo. Un legame morboso quello con la madre che dalla Sicilia attende la fama del figlio, e che nella inconsapevole consapevolezza manovra l’esistenza del figlio stesso. Si muovono come spettri senz’anima,Ivan Castiglione, Federica Carruba Toscano ed Enrico Sortino, i bravissimi attori che dividono la scena con Joele.

Corpi in parte denudati e perfetti, mettono desiderio e al tempo stesso proiettano il pubblico alla riflessione relativa di un’anima che non vuole essere salvata. Prostituzione per scelta e travestimenti da trans sono a corona dello spettacolo, ma esiste anche il rovescio della medaglia, lo sfruttamento della prostituzione, nel caso dell’interpretazione passionale di Federica, lesbica per scelta, prostituta per necessità. Un sincronismo perfetto quello delle due trans una siciliana, Enrico e l’altra campana,Ivan, che in preda ad una pratica di autoerotismo, raccontano della loro natura, dei loro sogni, delle loro miserie. Il desiderio è il filo conduttore di tutto lo spettacolo, si alternano scene di trans in lotta per il territorio, confessioni blasfeme, matrimoni legati solo dal piacere e che sfociano in tradimenti lavati con il sangue stesso di chi tradisce.

Salvatore passa l’ennesimo compleanno in quella fogna, che gli regala l’illusione di essere qualcosa di altro rispetto a ciò che è realmente, una torta portata al centro della scena con mozziconi di sigaretta accese invece di candele, a marcare l’illusione di una vita fatta di stenti, marchette e buio, quel buio che avvolge le nature indesiderate e non capite. Uno spettacolo straordinario, assolutamente da non perdere. In scena fino all’8 dicembre al Piccolo Bellini di Napoli.

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