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Bancarotta pastificio Amato, 7 condanne e 19 assoluzioni

Ieri la sentenza, severe le condanne a Del Mese e Anastasio

Federica D'Ambro

Sette condanne e 19 assoluzioni per la bancarotta del pastificio Amato. Ieri il presidente del collegio giudicante ha letto la sentenza in primo grado del processo sulla storica azienda di Salerno. Come rivelato dal quotidiano La Città, delle sette pronunce di condanna la più severa è quella per l’ex sottosegretario democristiano Paolo Del Mese: 4 anni per avere incassato prestiti non onerosi dal cavaliere Giuseppe Amato. Un’altra condanna aspra all’ex consigliere provinciale Antonio Anastasio, condannato a 3 anni per aver ricevuto dalla Amato 230mila euro giustificati con rapporti di lavoro ritenuti inesistenti. Per entrambi i politici è stata disposta l’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici.

Gli altri condannati sono: Marcello Mascolo e Alfedo Delehaye (1 anno e mezzo) Pietro Vassena (1 anno per “i pagamenti effettuati in favore di se stesso”), Mirko Mannaro e Leonardo De Filippo della Edil De Filippo (2 anni per aver incassato fatture che non risultano dovute).

Assolti con formula piena i commercialisti Claudio Siciliotti (già presidente nazionale della categoria) e Roberto D’Imperio. Emanuela Troiero e Michela Cignolini, coinvolte in quell’operazione, Alfio Barbato dipendente della Amato spa, Patrizia Beatrice, i commissari liquidatori Ignazio Amato e Maria Francesca Napol, Francesco Franzesi e Maria Cirillo (collegio sindacale di Amato Re), Gilberto Belcore e Armando Esposito della Esa costruzioni, gli imprenditori Massimo Menna (pasta Garofalo) e Giovanni Giudice, e ancora Maurizio Pilone, Luciano Vignes, Antonio Esposito, Pasquale Attanasio, Paola Bisogno.

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