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Baby prostituta, la madre in Tribunale:”Non ho fatto quello che dice la Procura”

Ieri mattina si sono presentati per la prima volta dinanzi al giudice del Tribunale di Salerno, lo "zio" 62enne si è avvalso della facoltà di non rispondere

Federica D'Ambro

Sono stati ascoltati ieri dal gip del Tribunale di Salerno, la madre 39enne di Castel San Giorgio e lo “zio” 62enne che procurava i clienti anche alla figlia della donna 13enne. Qualche giorno fa la madre e l’uomo, dopo una lunga indagine da parte dei carabinieri, fatta di pedinamenti ed intercettazioni, sono stati arrestati. L’accusa calca la mano sull’uomo 62enne, insinuando di approfittare di una situazione famigliare non economicamente stabile. Madre e figlia non si prostituivano insieme, l’obiettivo però, rimanevano i soldi e alle volte anche le sigarette. Come rivelato dal quotidiano La Città, se la madre incontrava gli uomini in capannoni dismessi di Castel San Giorgio, la figlia preferiva ambienti più selezionati dove poter conoscere uomini disposti a darle quello che chiedeva, come in locali notturni.

“Mia figlia la adoro più di ogni altra cosa, la amo a tal punto che non le avrei mai fatto passare quello che dice la Procura. Voglio bene a mia figlia, tanto, voglio bene ai miei tre figli. Voglio tornare da loro”. Queste le parole della donna, ieri in Tribunale. Attualmente è accusata di favoreggiamento della prostituzione della figlia.

Se la donna si è difesa, sfoderando tutte le armi che aveva in suo potere, lo “zio” si è avvalso della facoltà di non rispondere. Secondo la Procura è il 62enne è ritenuto “privo di remore morali e scrupoli”, per aver sedotto una minorenne, cercato donne da far prostituire con l’amico in cambio di soldi e, in ultimo,per aver provato ad evitare le indagini.

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