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Attivisti sotto al Comune di Salerno: “Vergogna, no al circo in città”

La protesta, i messaggi, la rabbia degli animalisti e uno striscione: "Liberi tutti"

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SALERNO | Si sono riuniti questa mattina in presidio, sotto Palazzo di Città del Comune di Salerno, gli attivisti di Veg in Campania e Vegetariani e vegani in Campania. Dietro uno striscione “Liberi tutti” hanno manifestato civilmente la loro contrarietà ed opposizione alla presenza del circo in città. Tanti i messaggi trasmessi dagli attivisti.
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LA NOTA DI VEG IN CAMPANIA

Ancora una volta a Salerno, almeno fino al prossimo 11 marzo, saranno in scena esibizioni di animali. Dopo la manifestazione dello scorso 23 febbraio davanti ai tendoni del circo, stavolta il presidio informativo si sposterà in centro. Per spiegare le nostre ragioni, che poi sono quelle degli animali, giovedì 7 marzo, dalle 10.30 alle 13.30 circa, distribuiremo volantini nei pressi di Palazzo di Città e, ai più piccoli, palloncini che riportano un chiaro messaggio: “no al circo con animali!”. Ribadiremo che noi non siamo contro gli spettacoli circensi, ma a favore degli unici in linea con una società che si definisce civile, ovvero di quei circhi che che mettano in luce esclusivamente l’abilità degli artisti, tra giocolieri, contorsionisti, equilibristi, acrobati e clown. “Il circo non fa bene ai bambini”: lo dichiara il documento scritto dalla dottoressa Annamaria Manzoni e sottoscritto da centinaia di psicologi italiani, che abbiamo inviato ai dirigenti scolastici di Salerno, per chiedere di non consentire ai circensi di entrare nelle scuole a farsi pubblicità e contestualmente di mettere in atto iniziative che siano veramente rispettose nei confronti degli animali.

Perché in circo non fa bene ai bambini, che lo vedono come una vera e propria legittimazione della sopraffazione del più forte nei confronti del più debole, dell’uomo su tutte le specie, ma soprattutto non fa bene agli animali. Quello che i circensi definiscono “uno spettacolo di lunga tradizione” è, per gli animali, la totale assenza di libertà, un’intera vita passata a sognare guardando attraverso gabbie, sbarre, recinti. Alla prigionia a vita, come se non bastasse, si aggiungono i metodi coercitivi: solo la paura delle punizioni può spingerli a comportamenti totalmente contro natura, patetici e disperati, frutto di violenze, come testimoniato da numerosi lavoratori e da video facilmente reperibili in internet.

Rifiutiamo questo tipo di spettacolo, perché non rispettoso del diritto alla vita e alla libertà di ogni essere senziente; rifiutiamo la prigionia, sia essa umana che animale. È per questi animali ridotti in schiavitù che vogliamo spezzare le catene: quelle fisiche che li legano al suolo e quelle dell’ignoranza umana, della totale incapacità di guardare agli animali con empatia. Invitiamo chiunque sia contro l’ennesima pratica che prevede maltrattamento e detenzione degli animali a partecipare. Giustizia e libertà per loro.
Lo spettacolo più triste del mondo con il suo infelice seguito di schiavi, “il colosso con cento animali” – come stavolta si è autoproclamato nei suoi biglietti promozionali – è tornato nella nostra città. Il sipario è stato alzato, ma le catene che tengono gli animali legati, le gabbie che li imprigionano, restano chiuse. Per settimane cartelloni pubblicitari, camion e roulotte hanno preannunciato l’arrivo del circo a Salerno e agli angoli delle strade quotidianamente sono stati distribuiti buoni sconto. Anche durante questa permanenza abbiamo raccolto numerose lamentele di cittadini che segnalavano situazioni d’intralcio al traffico per attività di volantinaggio ai semafori e rotatorie cittadine ed abbiamo provveduto a denunciare a polizia municipale ed uffici preposti del Comune questi comportamenti, che possono facilmente creare distrazioni ai conducenti, oltre al problema delle affissioni abusive, tipica delle attività circensi.

L’attuale legge nazionale non rispecchia più la mutata sensibilità dei giorni nostri ed anche stavolta il Comune di Salerno ha perso l’occasione di fare rete con altre amministrazioni contrarie all’utilizzo degli animali nei circhi, nonostante una buona fetta della cittadinanza aveva esultato per la modifica del regolamento che, due anni fa, avrebbe dovuto vietare l’attendamento dei circhi con animali su suolo comunale. Si ricorda in tal senso che il Tar della Toscana ha rigettato, con una sentenza del 5 febbraio scorso, il ricorso del circo Millennium contro la delibera del Comune di Lucca, che vieta l’utilizzo di animali nei circhi. Il Tar della Toscana aveva già respinto, lo scorso anno, un ricorso simile presentato dal circo Medrano, una sentenza storica in quanto queste vicende si erano sempre concluse con la vittoria dei circensi, forti di una legge del 1968, ormai inadeguata ai tempi attuali, che riconosceva la “funzione sociale” del circo equestre. Funzione che oggi non svolge più.

Infatti, dopo anni di battaglie, nel disegno di legge recante deleghe per le semplificazioni, i riassetti normativi e le codificazioni di settore, approvato in data 12 dicembre 2018 dal Consiglio dei Ministri e che dovrebbe approdare a breve in Parlamento, il governo è autorizzato ad intervenire anche in materia di spettacoli dal vivo. Nella bozza viene finalmente esplicitato il principio del “definitivo superamento dell’utilizzo degli animali nello svolgimento delle attività circensi e degli spettacoli viaggianti”. In attesa che la politica nazionale e locale si ponga finalmente in maniera rispettosa nei confronti degli animali, come privati cittadini abbiamo il dovere di attivarci affinché venga alla luce il vero volto del circo ed il sipario sia finalmente alzato anche sul dietro le quinte.

Ribadiamo il nostro fermo dissenso nei confronti di uno spettacolo che probabilmente strapperà qualche sorriso agli ignari bambini, ma che costringe gli animali ad una vita in gabbia o incatenati. Dove c’è un essere vivente recluso c’è sempre sofferenza e sfruttamento: è l’empatia il valore da trasmettere, non uno show altamente diseducativo per i più piccoli. Sebbene il sito web del circo che si sta esibendo a Salerno riporti addirittura visite guidate per scolaresche, è doveroso sfatare un mito: i bambini al circo non entrano in contatto con il mondo animale, al contrario assistono ad un chiaro messaggio di superiorità violenta, allo stravolgimento della natura stessa di quell’animale ad opera di un addestratore, che con metodi brutali impone sottomissione ed obbedienza.

Animali appartenenti a specie che in natura si spostano lungo percorsi di centinaia di chilometri, nei circhi passano l’intera vita negli squallidi vagoni-gabbia dei camion che li trasportano. Il risultato è la noia, la frustrazione e chiari segnali stereotipati. Impossibile addestrare animali mastodontici come gli elefanti, fieri e possenti come i grandi felini, indomiti e selvaggi come le zebre, con metodi “dolci”: è possibile piegarli, assoggettare e dominare i loro corpi, imporsi con la forza delle fruste, dei pungoli, prenderli per fame. Non ci si abitua alla prigionia solo perché si tratta di esemplari nati in cattività – tesi sostenuta dagli addetti ai lavori – così come questi animali non possono adeguarsi a climi tanto diversi da quelli delle loro terre d’origine senza risentirne. Gli animali nei circhi non sono “compagni di viaggio e di lavoro”, come definiti dai circensi: non hanno scelto questa vita, sono solo sottomessi al volere dell’uomo, ridotti a burattini nelle mani dei domatori, sfruttati per il loro tornaconto economico.

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