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Assenteismo al Ruggi: 204 nomi e 79mila e 300 giornate da “furbetti”

Tutti all'attenzione dell'ufficio disciplinare del Ruggi che valuterà le singole situazioni e deciderà il provvedimento da adottare

Trasmessi dalla Procura all’esito delle indagini preliminari, come si legge sul quotidiano Il Mattino, oggi in edicola, sarebbero 204 al momento i nomi dei presunti assenteisti giunti all’attenzione dell’ufficio disciplinare del Ruggi. La commissione, sulla base delle singole situazioni, dovrà decidere la portata del provvedimento da adottare. Nella lista figurano medici e dipendenti del comparto e su tutti pende l’incubo licenziamento, così come previsto dalla normativa per questo tipo di violazione e come già successo per i primi 7 dell’inchiesta “Just in time”. Per i casi più controversi, però, l’organo di valutazione potrà anche decidere di congelare il giudizio, in attesa di avere un quadro più chiaro dal procedimento penale.

Al momento, come detto, sono 204 i nomi giunti sulla sua scrivania, ma nei prossimi giorni la lista degli interessati sarebbe destinata ad allungarsi, stando almeno alle dichiarazioni di qualche settimana fa dello stesso procuratore Corrado Lembo, che annunciò lo stralcio dall’inchiesta penale delle posizioni di un paio di centinaia di persone tra le oltre 700 coinvolte. Nei confronti di alcuni di questi i finanzieri avevano contato fino a un centinaio di episodi di assenteismo. Ricordiamo che già la commissione di verifica Rilevazioni presenza del Ruggi aveva conteggiato quasi 80 mila giornate di assenteismo. Per la precisione 79300. Anomalie emerse a vario titolo dallo screening sui cartellini del personale dipendente nell’arco temporale dal 1 febbraio 2012 al 28 febbraio 2015. Nel corso del controllo, nello specifico, emersero circa 8 mila casi di mancata correzione delle errate/omesse timbrature; 1300 casi di presenza nella stessa giornata di timbrature e giustificativo (ferie, permessi, malattie); 70 mila giornate di assenza non giustificata. Numeri che nello stesso verbale redatto dai componenti della commissione venivano definiti record e che tradotti in soldoni potrebbero voler dire un danno erariale di milioni di euro.

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