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Arachidi, coltivazione anche nel Salernitano? Parte la sperimentazione

Saranno al 100 per 100 locali, partita la prima semina

Torna in provincia di Salerno, a Giffoni Valle Piana, la coltivazione delle arachidi 100% locali. La prima semina sta avvenendo su due ettari di terreno divisi in tre lotti dell’azienda agricola Angelo Petolicchio. L’area di Giffoni è da sempre vocata alle arachidi, ma la coltivazione era stata abbandonata da anni. Non è un caso che la semina stia avvenendo in maniera tradizionale, completamente a mano, proprio come si faceva un tempo.

La sperimentazione rientra nel progetto Arachidi in Campania (ArCamp), grazie alla collaborazione tra Coldiretti Campania, Coldiretti Salerno, la Vincenzo Caputo Srl, storica azienda di Somma Vesuviana specializzata nella lavorazione di frutta a guscio, la SIS – Società Italiana Sementi, il Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli e la startup Farzati Tech, impegnata nel lancio della “super tracciabilità” tramite tecnologia BluDev.

FOTO SEMINA ARACHIDI

“Siamo molto orgogliosi di sperimentare il progetto anche in provincia di Salerno – afferma Enzo Tropiano, direttore di Coldiretti Salerno – la prima semina servirà a testare la resa su terreni scelti per caratteristiche pedoclimatiche adatte all’arachide. In particolare in provincia di Salerno l’azienda agricola Petolicchio ha scelto tre lotti diversi per verificare quali siano i terreni migliorare per la coltivazione. Importare sarà il supporto scientifico dell’Università Federico II di Napoli che darà la possibilità agli agricoltori di mettere a reddito una coltura molto richiesta, con marginalità interessanti, anche come valida alternativa a colture in crisi per cambiamenti delle abitudini dei consumatori”. Per Giffoni Valle Piana sarà un ritorno all’antico. Famosa per la Nocciola tonda IGP, sperimenterà adesso una produzione che negli anni ’70 era particolarmente ricercata. Sono già diverse le società interessate alla distribuzione su tutto il territorio nazionale, anche attraverso le Gdo. La prima raccolta è prevista tra agosto e settembre. Un modo anche per contrastare questo particolare periodo emergenziale legato al Covid-19, diversificando le colture.

La nuova coltivazione made in Giffoni sarà utile soprattutto per favorire la sicurezza alimentare dei consumatori. La Coldiretti, infatti, nella classifica dei cibi più pericolosi al mondo inserisce proprio le noccioline di provenienza cinesi, statunitensi e turche, entrate nella black list per contenuto eccessivo di aflatossine.

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