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Il coraggio di investire nel bar e nell’accoglienza durante il Covid: apre il Drinkopiteco

Una nuova realtà sul Carmine, un bar che mira ad essere un punto di riferimento cittadino: "Vogliamo creare l'atmosfera di una casa accogliente per regalare momenti felici ai nostri ospiti, non clienti"

Gianni Fiorito

Qualche giorno fa nel popoloso quartiere Carmine ha aperto i battenti il Drinkopiteco, un nuovo bar che nasce con l’ambizione di diventare un punto di riferimento per tutti i cittadini salernitani e per i giovani.  Il Drinkopiteco si trova in un punto strategico di Salerno, a metà di via Carmine, tra scuole e uffici. Il nome Drinkopiteco nasce dal film “Cocktail” in cui un barman di New York, interpretato da Tom Cruise, dichiara di essere il finale della catena evolutiva dei barman, quindi il “drinkopiteco”.

Coraggio e passione

Questa nuova avventura nasce dal coraggio di tre soci, Antonio “Tony” Siena, Alda Cuciniello e il giovanissimo Riccardo Siena. Tony e Alda hanno grande esperienza in questo campo lavorativo, infatti è lo stesso Tony a dichiarare che “il Drinkopiteco nasce dalla consapevolezza  delle proprie capacità maturate in tanti anni di lavoro dipendente e dalla voglia di affrontare la sfida di mettersi in proprio, una lacuna da colmare per raggiungere nuovi traguardi, nuove soddisfazioni e una diversa gratificazione personale”. Il Drinkopiteco nasce in un locale in cui Tony Siena ha già lavorato in passato come dipendente e ha fortemente voluto quel luogo “per continuare un’opera di radicamento nel Carmine, un quartiere pullulante di diverse esigenze e di molteplici stimoli”.

I dettagli

I tre soci ci hanno spiegato che il motore di questo investimento è stata una particolare linea guida che da sempre accompagna la loro vita personale e professionale: “Mentre molti pensano a guadagnare grazie solo al prodotto offerto, noi invece abbiamo intenzione di offrire accoglienza, servizi che colpiscano la sfera emotiva delle persone, vogliamo vendere atmosfere precise, legate alle dimensione umana e non al fattore logistico-ambientale. Ognuno al Drinkopiteco deve trovare pronta la propria atmosfera. Questo ci renderà unici nel nostro genere e sempre individuabili, puntando su un processo di fidelizzazione. Il prodotto offerto sarà uno dei mezzi per realizzare un fine preciso cioè far sentire a casa le persone, ospiti e non clienti” e poi il gestore si è abbandonato allo scherzo “Dove c’è Tony, c’è casa”. Dopo questo momento più gioviale, sia Tony che Alda con serietà hanno affrontato l’inevitabile discorso sulla pandemia, tra limitazioni, chiusure, paure e difficoltà economiche che hanno strangolato soprattutto le attività dei bar. “Il coraggio di investire in questo momento e in questo settore nasce dalla presa di coscienza dei nostri mezzi dopo anni di diversificate esperienze. In questo periodo di limitazioni, salvo chiusure totali, il bacino d’utenza esiste lo stesso, ovviamente diversificato in orari e fruizione. Questi condizionamenti conducono le persone ad essere ancor più selettive nella scelta del bar, poiché ci sarà maggiore attenzione a voler passare con soddisfazione un breve momento di serenità e di svago, tra qualità umana e del prodotto. Noi puntiamo tutto sull’accoglienza, persino nell’asporto siamo attenti al dettaglio sui prodotti e sui comportamenti umani. Col Drinkopiteco la paura è diventata stimolo, davanti ad una difficoltà o ci si ferma o si prova ad arginarla. Noi abbiamo scelto di non stare fermi e non darci per vinti. A causa del Covid19 abbiamo deciso di reinventarci sin dalla nascita. Noi proviamo a darci obiettivi e a creare: in fin dei conti nel commercio è insito il rischio”.

La struttura

Il Drinkopiteco è un bar molto ampio e offre molteplici servizi, dalla gelateria alla cucina, dalla colazione al mattino al menù fisso a pranzo, dall’aperitivo al cocktail serale. Il locale, rivolgendosi a molteplici ospiti e categorie, è molto attento alla comunicazione. Di questo aspetto se ne occupa il socio più giovane, Riccardo Siena, il quale ha perseguito studi più specifici in questo campo. Riccardo è un ragazzo che da sempre frequenta il quartiere Carmine, ha studiato le “humanae litterae” al vicino liceo classico Torquato Tasso di Salerno ed ha appena tagliato il traguardo importante della laurea. Non si lascia sopraffare dalla paura in questa nuova esperienza, nonostante la sua giovane età e la crisi globale.

Un sogno

“Io sono un sognatore e un romantico. Studiando il tedesco, ho fatto mia la parola Sensuht che significa desiderio di desiderare, per questo mi sveglio ogni giorno con la voglia di sognare ciò che arriverà, di puntare a nuovi obiettivi, di creare tante opportunità per la mia vita”. Le sue parole ardono del fuoco della fiducia verso la vita e possono essere di ispirazione per tanti altri giovani che, come lui, hanno l’ambizione di crearsi un futuro dopo questo periodo di crisi profonda. Infatti, riprendendo i suoi studi classici e citando Nietzsche, Riccardo ha concluso il suo discorso con una chiosa: “Trasformo il passato da ciò che è stato a ciò che ho voluto che fosse”.

Le Foto

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De Angelis - Grafica e stampa

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