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Animalisti in piazza a Salerno: “L’obiettivo è cambiare la legge italiana”

"Noi vogliamo la modifica della legge n.189 del 20 luglio 2004, non è giusto che i cittadini debbano farsi giustizia da soli" Le parole di Enrico Rizzi, presidente nel Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali

Federica D'Ambro

“Siamo qui per non dimenticare e per cambiare le attuali leggi dello Stato italiano”. Questo l’obiettivo del Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali che insieme al Partito Animalista Europeo, si è riunito nel primo pomeriggio di ieri, 25 febbraio, da diverse parti d’Italia, in piazza Orazio Falco, dove lo scorso 15 febbraio si è consumato l’assassinio di Chicca. Gli Animalisti presenti in piazza provenivano da diverse parti d’Italia, Sicilia, Lazio, Puglia (si sono uniti al corteo anche alcuni concittadini salernitani). L’obiettivo della manifestazione è quello di modificare la legge italiana n.189 del 20 luglio del 2004, sulla la tutela degli animali, e far si che il popolo non dimentichi il vile gesto compiuto da Antonio Fuoco.
Il corteo è iniziato proprio dove Chicca è stata uccisa, nonostante le mancate autorizzazioni del Questore di Salerno, che aveva invitato gli stessi a svolgere la manifestazione lontano dall’abitazione.

“Noi vogliamo la modifica della legge n.189 del 20 luglio 2004, l’attuale normativa che punisce tutti quei delitti che vengono commessi contro il sentimento degli animali – ha dichiarato Enrico Rizzi, presidente nel Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali – Combattimenti, abbandono e uccisione, qualsiasi maltrattamento nei confronti degli animali ha una pena di massimo 2 anni in Italia, questo vuol dire essere sotto la soglia della punibilità (che sono i tre anni), ergo Antonio Fuoco in galera non ci andrà mai. Questo è inaccettabile, come è inaccettabile vedere i cittadini farsi giustizia da soli. Noi vogliamo che questa legge venga cambiata”.

Una manifestazione che tiene testa alle tante altre organizzate dagli stessi animalisti italiani. Non si mira solo al caso specifico ed isolato. Oggi è successo a chicca, ma ieri lo stesso trattamento è avvenuto per Angelo. Nonostante le barbarie commesse, l’intento dei manifestanti è quello di combattere per inasprire le pene e per rendere, maltrattamenti o uccisioni, reati veri e proprio, giudicabili come altri omicidi.

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