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Animalisti a Pastena contro Antonio Fuoco: “Noi non dimentichiamo” – LE FOTO

Alta la tensione quando alcuni manifestanti si sono fermati al Bar Pacifico per chiedere ai dipendenti di non servire più Fuoco, i lavoratori: "Abbiamo paura di lui"

Federica D'Ambro


“Noi non ci fermeremo”. Queste le parole espresse in settimana dal gruppo di animalisti che avevano espresso la volontà di venire a Salerno per difendere i diritti degli animali. Promessa che è stata mantenuta. Infatti, sono scesi in piazza Orazio Falco, gli animalisti del Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali insieme al Partito Animalista Europeo, nonostante la mancata autorizzazione del Questore di Salerno. I manifestanti nel primo pomeriggio di ieri, intorno alle 14, si sono dati appuntamento ai piedi dell’abitazione di Antonio Fuoco, nello stesso punto in cui, il 15 febbraio, è stata uccisa a calci Chicca, meticcio di 6 mesi proprietario dello stesso. Quella di ieri è stata la seconda manifestazione che si è svolta, sotto una fitta pioggia e con molte più tensioni e parole forti, rispetto alla precedente organizzata dalle volontarie Salernitane. Presenti ad ogni angolo del perimetro della piazza, Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza. Allerta continua per le forze dell’ordine che più di una volta hanno invitato i manifestanti alla calma.

“Giustizia per Chicca e per tutti gli animali uccisi per mano dell’uomo”. Queste le parole che sono risuonate più volte tramite i megafoni utilizzati dai manifestanti durante il corteo. “L’unica nostra arma sono le parole e la rabbia, ora tocca alla giustizia. Come siamo andati in massa a Sangineto per l’uccisione del cane Angelo, siamo venuti anche a Salerno”. Le stesse parole erano state scritte sui vari striscioni.

Commenti anche sulle presunte scuse esposte sul profilo facebook di Antonio Fuoco (parole cancellate dopo pochi minuti insieme allo stesso profilo). “Ha chiesto scusa? Noi non le accettiamo e non dimentichiamo, vogliamo solo che la legge faccia il suo corso”.
La rabbia degli animalisti non si è fermata solo al 60enne arrivando anche alla moglie che, secondo gli stessi: “E’ stata complice di tale omicidio per non aver denunciato in tempo le cattive intenzioni del marito nei confronti di Chicca”. Di fatto la stessa donna, subito dopo l’assassinio, ha dichiarato di aver già assistito a scene in cui il marito si scagliava, senza motivo, contro il piccolo cane.
Dopo un primo incontro in via Amendola, i manifestanti si sono uniti in un corteo per le strade di Pastena fino a raggiungere piazza Caduti di Brescia. Un modo questo per mobilitare e sensibilizzare tutti i residenti.

Momenti di alta tensione si sono verificati quando i manifestanti sono passati dinanzi il Bar Pacifico. Luogo dove, si suppone, Antonio Fuoco vada abitualmente per fare colazione o prendere il caffè. Alcuni manifestanti sono entrati all’interno dell’attività commerciale chiedono ai gestori e lavoratori di “non servire più quell’uomo, di escluderlo dalla società, per non essere complici e favorire la giustizia”.
Il proprietario del Bar Pacifico, in quel momento, non era presente all’interno del locale, a dare spiegazioni sono stati i giovani lavoratori: “Anche noi condanniamo gesti simili, amiamo gli animali, ma abbiamo paura a cacciare via quell’uomo dal bar”.
A garantire la calma le diverse auto della Polizia che hanno invitato i manifestanti ad allontanarsi dal bar e continuare in maniera pacifica il corteo.

E così è stato, fino alle 16, quando la manifestazione si è sciolta lì dove era iniziata. Lo stesso Enrico Rizzi, presidente del Nucleo Operativo Tutela Animali ha voluto ringraziare le forze dell’ordine presenti, l’amministrazione comunale che sin da subito si è costituita in parte civile al processo, i cittadini presenti e tutti i consiglieri comunali che hanno dato appoggio all’iniziativa.
La voce degli animalisti non si fermerà. Ancora tante le manifestazioni in programma, in altri paesi d’Italia per combattere al fianco degli animali. Sicuramente si tornerà a Salerno, nel momento in cui avrà inizio il processo di Antonio Fuoco, per far si che eventi simili non finiscano nel dimenticatoio, per sensibilizzare cittadini e magistratura. Gli animalisti, dunque, lasciano Salerno con lo stesso grido con cui sono arrivati: “Noi non ci fermeremo”.

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