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Ance, in aumento la fiducia per le piccole aziende salernitane

Lombardi : "Manca un piano serio e ben strutturato di investimenti in grado di rimettere in moto le aziende più grandi"

Federica D'Ambro

C’è maggiore fiducia nel futuro tra le aziende edili salernitane. Secondo un’indagine del Centro Studi Ance Salerno, infatti, tra il campione di aziende iscritte all’associazione si evidenzia una maggiore fiducia nel miglioramento della situazione, soprattutto da parte di quelle aziende che hanno lavorato alla ridefinizione del proprio profilo operativo dal punto di vista del posizionamento sul mercato. Negli ultimi mesi, per le microimprese e le partite Iva, è aumentata l’attività sulla domanda di piccoli lavori di ristrutturazione, grazie ad una vera e propria offensiva “door to door” per intercettare le richieste dei cittadini. Questo aumento, però, non si è verificato per le aziende più strutturate. L’indagine del Centro Studi, che ha preso in considerazione 100 aziende tra quelle iscritte, ha evidenziato che i campi dell’indagine, produzione, fatturato, ordini, occupazione, costo del lavoro e delle materie prime e spese, sono tutti, anche se con valori non elevati, positivi, con un miglioramento generalizzato rispetto al primo trimestre del 2013 soprattutto per le aziende con un fatturato inferiore ai 5 milioni di euro.

“Le evidenze derivanti dall’indagine del Centro Studi della nostra associazione – ha commentato il Presidente di Ance Salerno Antonio Lombardi – aggiungono un’ulteriore conferma sul versante della capacità di resistenza delle imprese della filiera delle costruzioni. Ammesso che ce ne fosse bisogno, il tessuto provinciale delle aziende edili ribadisce la massima propensione a cogliere le poche opportunità che emergono dal mercato. Sono le famiglie in questo momento a richiedere piccoli lavori di ristrutturazione e di efficientamento energetico in considerazione delle agevolazioni fiscali. Avendo recuperato maggiore fiducia, hanno deciso di attingere in maniera più consistente al risparmio ed investono sulla casa, che è il bene primario al quale fanno riferimento. E, quindi, sono le piccolissime imprese locali che hanno scelto sapientemente di riconvertirsi, specializzandosi in lavori di qualità e tecnicamente anche complessi. Ma – continua Lombardi – è chiaro che manca all’appello un piano serio e ben strutturato di investimenti pubblici in grado di rimettere in moto le aziende medio/grandi che da mesi attendono l’avvio di lavori per i quali sono già state espletate le gare pubbliche o che auspicano un percorso meno accidentato e macchinoso per la spesa effettiva dei fondi europei. Si annunciano ancora con enfasi le realizzazioni di opere infrastrutturali importanti, ma all’atto pratico i cantieri non si aprono. Né va meglio per le opere di più piccole dimensioni: anche l’accelerazione della spesa dei fondi Ue, che pure sembrava un elemento di positività, rischia di trasformarsi in un grave boomerang per i Comuni di piccole dimensioni e per quelle imprese che avevano creduto almeno in un parziale sblocco della situazione. Non bisogna dimenticare – conclude Lombardi – che anche sul versante delle relazioni con il circuito del credito non si avverte alcuna significativa inversione di tendenza, soprattutto per il settore delle costruzioni. Anche in questo caso manca drammaticamente un interlocutore istituzionale in grado di attivare iniziative capaci di aumentare il livello di liquidità circolante. In questo contesto l’unico, vero segnale che arriva è la volontà delle imprese di rimanere in campo e di continuare a lavorare con competenza e professionalità. Per il resto, niente di nuovo all’orizzonte”.

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