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Alta velocità Salerno-Reggio Calabria, non c’è Salerno

Nel progetto, paradossalmente, viene bypassata la stazione di Salerno.

“Oggi ho presentato un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, allo scopo di chiarire alcuni aspetti legati alla realizzazione dalla nuova tratta dell’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria, che hanno destato molte preoccupazioni nelle comunità locali”, così in una nota l’Onorevole Piero De Luca.

Il caso

“Alla luce dell’ipotesi progettuale presentata in Parlamento dai vertici di RFI, risulta che la stazione centrale della città di Salerno nonché una parte consistente del territorio della Campania, in particolare della provincia di Salerno, sarebbero prive di fermate, restando di fatto escluse dal progetto di direttrice ferroviaria. Una simile ipotesi progettuale priverebbe inopinatamente intere aree della Regione Campania di interventi di potenziamento tecnologico e di conseguenti opportunità di sviluppo economico-sociale, legate a tutti gli interventi ad esso connessi”, continua De Luca. “È un’opera che il Sud attende da anni e che sarà possibile realizzare anche grazie alle risorse provenienti dall’Europa. Pertanto, considerata l’importanza decisiva dell’infrastruttura, ho chiesto al Ministro se non ritenga necessario convocare con la massima urgenza un tavolo di confronto tra il Commissario straordinario dell’opera, la Regione Campania e le amministrazioni locali interessate”, aggiunge il Deputato. “Siamo tutti dalla stessa parte. Per questo, è assolutamente necessario lavorare con senso di responsabilità e spirito costruttivo per cogliere appieno questa occasione irripetibile di modernizzazione e rilancio del Mezzogiorno”, conclude il Deputato Dem.

Il progetto

“Una certezza c’è: dall’Alta Velocità di Rete con la “Massima velocizzazione della Ferrovia Tirrenica Meridionale Salerno – Reggio Calabria”, un notevole passo avanti, almeno su carta, è stato fatto. Ecco le schede che l’AD di RFI, Vera Fiorani, anche nella sua funzione di Commissario Straordinario per la realizzazione dell’AV SA-RC, ha presentato alle Commissioni Ambiente e Trasporti alla Camera dei Deputati”.

Si legge nel post su Facebook di Associazione Ferrovie in Calabria: “Se le nostre proteste ed i nostri proficui confronti con gli esponenti politici del territorio, per lo meno quelli che si sono interessati della questione, abbiano sortito un certo effetto, non lo sappiamo ancora. Certo è che, se un polverone non fosse stato sollevato nelle scorse settimane (anche se avevamo iniziato a nutrire dubbi già a settembre dello scorso anno), forse oggi non saremmo a questo punto”.

I dettagli

A grandi linee, visto che faremo parlare meglio le schede, la nuova linea AV SA-RC, in previsione si innesterebbe direttamente sulla Linea a Monte del Vesuvio in direzione Napoli, bypassando l’attuale stazione di Salerno. Per servire l’importante città campana, nascerebbe una nuova stazione AV, nei pressi di Fisciano o Baronissi, alla stregua di Napoli Afragola, integrata con la linea di interesse Regionale Salerno – Mercato S.Severino per garantire continuità con la stazione di Salerno “storica”. Anche Battipaglia verrebbe bypassata, ma sarebbe sede di interconnessione con la Ferrovia Tirrenica Meridionale storica. Da Battipaglia, la nuova linea AV, come un po’ avevamo prefigurato qualche giorno fa, seguirebbe parte del tracciato della ferrovia Battipaglia – Potenza – Metaponto, per poi divergere da quest’ultima, tra Eboli e Sicignano degli Alburni, proseguendo verso il Vallo di Diano e quindi Lagonegro (a grandi linee parallelamente all’Autostrada A2 Salerno – Reggio Calabria). Da Lagonegro, sembrerebbero esistere due ipotesi: la più accreditata è il passaggio di nuovo sul Tirreno, all’altezza di Praja, dove sorgerebbe una nuova stazione AV di interscambio con l’attuale Ferrovia Tirrenica Meridionale. Esiste anche una seconda possibilità, ovvero il tunnel del Pollino, con collegamento diretto fino a Tarsia. Anche nel caso di passaggio da Praja, comunque, la linea AV rientrerebbe tramite tunnel nella Catena Costiera, verso la Piana di Sibari con ricongiungimento a Tarsia (da notare comunque un “ramo” ipotizzato anche verso Sapri). Da Tarsia la nuova linea continuerebbe a seguire l’Autostrada A2 praticamente fino a Reggio Calabria, passando per Cosenza, Lamezia Terme (probabilmente aeroporto), Gioia Tauro, Villa San Giovanni.

In ogni caso, i lotti indicati come prioritari, sono 3:
– Salerno – Battipaglia (nella forma sopradescritta);
– Battipaglia – Lagonegro – Praja-Ajeta-Tortora (con stazione di interscambio AV a Praja);
– Raddoppio Galleria Santomarco.

I lotti

Di questi tre lotti, con il Recovery Plan risulta finanziato solo il raddoppio della Galleria Santomarco che, in ogni caso, non è prettamente definibile parte di una nuova linea AV, ma semmai necessario a migliorare i collegamenti ferroviari tra la linea Jonica in corso di elettrificazione, Cosenza e la Ferrovia Tirrenica Meridionale “storica”, a Paola, sulla quale poi proseguire fino a Praja per instradarsi sulla “mini-AV” Praja – Salerno. Mini – AV che, da stime di RFI, permetterebbe una riduzione dei tempi di percorrenza tra Roma e Reggio Calabria di circa 45 minuti, che diventerebbero 57 in caso di un servizio (molto improbabile) totalmente no-stop.

Abbiamo inserito anche le schede riguardanti la velocizzazione della linea Metaponto – Potenza – Battipaglia e del completamento della “eterna incompiuta” linea ferroviaria Ferrandina – Matera “La Martella”, che a differenza del progetto originario, prevede (per fortuna) anche una bretella che permette un instradamento diretto in direzione Battipaglia-Salerno oltre a quella in direzione Metaponto, per i treni da/per Matera. Per il momento, ci asteniamo da osservazioni specifiche e nostre opinioni su tutta la vicenda, al fine di non confondere i nostri lettori, che auspichiamo possano analizzare e comprendere a fondo le schede qui riportate. Questo aiuterà nei prossimi giorni a meglio comprendere ciò che esporremo in un comunicato congiunto con il Comitato Per La Provincia Della Magna Graecia , e tutti coloro che vorranno condividere la (ancora molto lunga) battaglia per la nostra terra. Quella che potrebbe portare, realmente, alla vera unificazione d’Italia a livello infrastrutturale, dopo oltre 150 anni”.

Le schede

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