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“Alleno dove ci sono le condizioni. Tornare a Salerno? Non lo escludo ma non decido io”

Parla il tecnico Gregucci: "Non ho mai chiuso porte, problemi non ce ne sono. Conosco bene Fabiani, un po' meno Lotito. Bisogna verificare se la loro volontà combacia con le mie idee"

admin

Non c’è due senza tre e chissà che il detto non valga anche per Angelo Adamo Gregucci. Dopo aver fatto la storia con l’Alessandria, approdando in semifinale di Lega Pro, il tecnico tarantino è tra i papabili alla successione di Leonardo Menichini. Con la società di Lotito e Mezzaroma ha già lavorato.Anche in quel caso Gregucci lasciò il segno in Coppa e tanti rimpianti in campionato.
La vittoria della Coppa Italia di Lega Pro non bastò per lenire la delusione per la sconfitta nei quarti di finale dei play off contro il Frosinone (poi promosso). Tra Gregucci e la società non ci fu sintonia sui programmi e si decise che non era il caso andare avanti. Alla proposta di Lotito preferì quella della Casertana. “Non ho mai avuto problemi con nessuno – precisa Angelo Gregucci. Magari ci possono essere state letture diverse”. Due anni e mezzo fa Gregucci arrivò a campionato in corso.
Ora l’ex trainer di Lecce e Atalanta potrebbe programmare la stagione dall’inizio. “Io alleno dove ci sono le condizioni e non escludo che possa succedere a Salerno ma questo non dovete chiederlo a me. Con Salerno c’è un legame affettivo particolare anche al di fuori delle vicende calcistiche. E’ uno di quei luoghi dove torno volentieri quando ho tempo e possibilità di farlo”.
Gregucci ha riaperto la porta a Lotito e Fabiani. “Non l’ho mai chiusa. Problemi non ce ne sono. Conosco bene Fabiani, un po’ meno Lotito. Bisogna verificare se la loro volontà combacia con le mie idee“. Gregucci ha vissuto da “spettatore” la finale play off tra Foggia e Pisa. La corsa play off dell’Alessandria si è fermato proprio allo Zaccheria. “Non siamo arrivati nelle condizione psico-fische ideale ed è quello il grande rimpianto – spiega Gregucci. Abbiamo speso molte energie nel corso della stagione e l’abbiamo pagato alla fine ma questo non vuol dire che la Coppa Italia ci abbia frenati in campionato. Abbiamo raggiunto un traguardo storico in una competizione di prestigio. Un’impresa che resterà per sempre negli annali dell’Alessandria. Lo stesso problema credo che, poi, l’abbia accusato il Foggia in finale. Comunque bisogna accettare il verdetto del campo e onore al Pisa che è andato in B”.
Sport1

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