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Alla scoperta della Cappella di S.Ludovico dell’Archivio di Stato di Salerno

Il racconto dell'Architetto Giovanni Villani e le immagini di Francescantonio Lippi

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Nel corso dei lavori di restauro che interessarono il palazzo dell’Archivio di Stato di Salerno, terminati del 2009, nell’ambiente conosciuto come “ex farmacia”, vennero effettuati alcuni saggi di di pulitura sulle pareti interne del locale, che evidenziarono la presenza di superfici architettoniche decorate.

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“Tale fatto ha destato una maggiore attenzione che si è materializzata in una sistematica campagna di saggi mirata a stabilire la reale estensione delle decorazioni. Le indagini hanno dimostrato che le decorazioni oltre che riguardare una lunetta delle volte, dove si leggeva la figura di un santo, riguardavano anche l’intradosso delle stesse volte a crociera che presentavano tracce di decorazioni geometriche su due campate. L’immagine messa in luce in una delle lunette raffigura San Ludovico di Tolosa benedicente. Il santo è inserito in una edicola gotica costruita secondo una composizione molto vicina al dipinto di Simone Martini che si conserva al Museo di Capodimonte a Napoli. La presenza di questo affresco potrebbe in qualche modo fugare i dubbi sulla destinazione d’uso di questo locale nel tempo.

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Oltre all’affresco e alle decorazioni dell’intradosso delle volte a crociera, il restauro ha consentito la messa in luce di entrambe le colonne sulle quali scarica il grande arco a sesto acuto conservato nel locale; queste risultavano al momento dei lavori parzialmente inglobate nella muratura portante. Altro elemento importante è la messa in luce di alcune nicchie poste sulla parete destra del locale, anch’esse non visibili al momento dell’inizio dei lavori. Attestati al muro nei pressi delle singole nicchie si conservano alcuni elementi murari che presentano fori verticali che probabilmente ospitavano dei paletti in legno.

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Tali elementi sembrerebbero far riferimento ad una utilizzazione pubblica dello spazio quale potrebbe essere il cortile del Palazzo della Regia Udienza di cui si parla nella Salerno Sacra di G. Crisci. Il livello attuale del locale è stato determinato a seguito del ritrovamento dell’antico battuto in calce, lapillo e pomice che, restaurato ed integrato rappresenta il definitivo calpestio del locale.

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Chi entra nel locale così restaurato si accorge che le due colonne messe in luce sono attestate ad una quota molto più bassa rispetto al calpestio attuale. Il ritrovamento del battuto (alla quota attuale e restaurato) e l’ipotesi di utilizzazione quale locale di rappresentanza con accesso dalla strada hanno sconsigliato effettuare indagini archeologiche più approfondite che avrebbero potuto fugare ulteriori dubbi”.

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De Angelis - Grafica e stampa

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