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Alla Certosa di Padula l’omaggio a Faber a vent’anni dalla morte

Ironico, irriverente e dissacrante, pronto a dare filo da torcere a borghesi benpensanti e farisei, il grande e indimenticato Fabrizio De Andrè è stato tra i principali cantori della libertà

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Sarà il mito Fabrizio De André il protagonista del prossimo appuntamento della XXI edizione del festival Luci della Ribalta, organizzato dal Comune di Padula con il contributo della Regione Campania nell’ambito del Poc 2014-2020. Sabato 30 marzo, a partire dalle 18, la sala del Refettorio della Certosa di San Lorenzo, ospiterà il convegno dal titolo “Il poeta della canzone: ricordi e riflessioni per una lettura critica di Fabrizio De André”.

A vent’anni dalla morte dell’artista genovese, ricorderanno la sua figura di intellettuale, musicista e poeta, Alfonso Amendola, docente di Media classici e Media digitali presso l’Università degli studi di Salerno; Giovanni Vacca, antropologo e musicologo e Dario Zigiotto, esperto di strategia della comunicazione e management artistico, nonché tra i fondatori del Festival di Villa Arconati e organizzatore del Negro Festival a Pertosa-Auletta. A seguire l’esibizione del Back Door Trio che eseguirà alcuni brani del suo repertorio. Profondamente influenzato da Bob Dylan e Leonard Cohen e dagli chansonnier francesi, su tutti George Brassens, De André è stato tra i primi a rivoluzionare il perimetro della canzone italiana, dando voce a emarginati e derelitti, in un collage poliedrico, dove Cecco Angiolieri va a braccetto con il Baudelaire dei Fiori del male e le ballate medievali hanno il sapore dei Vangeli apocrifi.

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Ironico, irriverente e dissacrante, pronto a dare filo da torcere a borghesi benpensanti e farisei, il grande e indimenticato Faber è stato tra i principali cantori della libertà. Di lui il poeta Mario Luzi ha detto: “De André è veramente lo chansonnier per eccellenza, un artista che si realizza proprio nell’intertestualità tra testo letterario e testo musicale. Ha una storia e morde davvero”. A precedere il convegno-evento, dal 29 al 31 marzo, presso la sala Sanseverino della Certosa, ci sarà la masterclass tenuta da Marta Marullo, docente di Storia della Musica. La “notazione mensurale bianca” sarà la traccia sulla quale gli studenti si confronteranno. La sala del refettorio della Certosa diventerà aula e la Marullo fornirà agli iscritti una panoramica delle maniere con le quali è stata notata la musica tra il XVI ed il XVII secolo, con particolare riguardo alla notazione della polifonia vocale.

IL PROGRAMMA COMPLETO

Ad aprile, e precisamente dal 5 al 7, ci sarà la seconda masterclass. Questa volta si tratterà della Teoria e della Pratica della Solmisazione. Docente, Federico Del Sordo. Tra gli eventi di punta di questa ventunesima edizione del festival c’è senza dubbio il concerto del Coro del Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma diretto da Franz Karl Prassl che si terrà nella chiesa di San Michele Arcangelo il 7 aprile, alle ore 19.30.

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Venerdì 26 aprile, alle ore 21, musica in piazza a Padula per poi cedere il passo ancora allo studio con un Master su “Teoria e analisi musicale” che si terrà dal 26 al 28 aprile. Un incontro di studio firmato dall’Università della Calabria in collaborazione con il Gruppo di Analisi e Teoria Musicale (Gatm). Negli stessi giorni si terrà anche il seminario (Certosa di San Lorenzo, sala Sanseverino) su “L’organizzazione dello spazio sonoro nella polifonia del Cinquecento” con Daniele Sabaino dell’università di Pavia, la Masterclass su “Interpretazione e prassi del repertorio chitarristico” (Refettorio della Foresteria nobile) con Gianluigi Giglio e la Masterclass sull’”Interpretazione e pressi del repertorio per clarinetto” con Gaetano Falzarano.

Sabato 27 aprile, alle ore 18, la sala dei Granai diventerà un teatro per ospitare “La serva padrona” con le musiche di Antonello Mercurio, il libretto di Gennaro Antonio Federico, l’adattamento in napoletana di Antonio D’Alessandro. Uberto sarà interpretato da Nicola Ciancio; Serpina da Maria Cenname e Vespone da Pasquale De Cristofaro. Al pianoforte Ernesto Pulignano. La regia è di Pasquale De Cristofaro. Sarà la musica a chiudere domenica 28 aprile l’edizione 2019 di “Luci della Ribalta” con un concerto alle ore 12 nella sala dei Granai.

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