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Al Teatro Genovesi è di scena “Delitto all’isola delle capre”

La regia è di Uto Zhali. In scena Lea Di Napoli (Pia), Marianna Esposito (Agata), Roberto Lombardi (Angelo) e Marika Mancini (Silvia).

Francesco Pecoraro

Dove e quando

20/02/2016 - 21/02/2016

Salerno

Sabato 20 febbraio e domenica 21 febbraio, ci sono le ultime due repliche al Teatro Genovesi di Salerno dello spettacolo “Delitto all’isola delle Capre” di Ugo Betti. La regia è di Uto Zhali. In scena Lea Di Napoli (Pia), Marianna Esposito (Agata), Roberto Lombardi (Angelo) e Marika Mancini (Silvia). L’allestimento scenico è di Luca Capogrosso; tecnici delle luci e del suono, Carmine Fedullo e Giuseppe Mancaniello; costumi, Angela Guerra; direzione di scena, Valeria Di Lorenzo. Per la critica Ugo Betti, come commediografo del novecento, è secondo solo a Pirandello, anche se le sue opere non hanno avuto il successo che meritavano. “Delitto all’isola delle capre” è tra i lavori di Betti che hanno stuzzicato la curiosità della Compagnia dell’Eclissi di Salerno e così

“Delitto all’isola della capre” fu scarsamente apprezzato nelle prime rappresentazioni in Italia avutesi nell’immediato dopoguerra ma riscosse successivamente grandi consensi a Parigi. In Italia nel centenario della nascita (1992) di Betti il dramma è stato messo in scena dalla compagnia Gastone Moschin- Marzia Ubaldi con un notevole successo di critica e di pubblico.

LA TRAMA. La condizione umana è rappresentata nel dramma di Betti da un’isola e da un pozzo. Uno spazio libero che sa di vento, mare, capre al pascolo e l’altro chiuso, oscuro e sconosciuto. In questo luogo, su quest’isola vivono Agata, Silvia e Pia, tre donne sole destinate ad innamorarsi di uno straniero, Angelo, dall’aspetto ambiguo e misterioso e che parla una lingua diversa. Proviene da lontano, dice di aver girato molto e di essere stato compagno del professore Enrico Ishi marito di Agata, padre di Silvia e fratello di Pia, e da lui, prima di morire inviato sull’isola per essere di aiuto alle sue donne rimaste sole. Una banale circostanza finirà per scatenare tra le donne le rivalità, gli odi, le gelosie, i desideri sessuali repressi, antichi livori in un crescendo che coinvolgerà tutti. Ognuno, a suo modo, cercherà di trarsi fuori dalla storia e di porre fine ad una condizione meschina e dolorosa. Perché, come rivela Agata in un dialogo con la figlia, “il concetto di eternità sfugge al pensiero umano o forse è il concetto opposto che sfugge al pensiero umano”.

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