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De Luca: “Dove lavorano i senegalesi lo decide il Comune, non loro”

Le parole del governatore in risposta alle ultime dichiarazioni del presidente della comunità senegalese

Federica D'Ambro

Durante la passeggiata di ieri pomeriggio promossa dalla lega in termini di sicurezza e legalità, Mariano Falcone avevo pubblicamente invitato il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, al prossimo sit-in del partito a Campagna. La riposta del governatore non è tardata ad arrivare.

Ero rimasto fermo alla Chiena a Campagna. Personalmente parlo con chiunque, ma le mie considerazione sono rivolte ai miei concittadini non alla Lega”. Ha dichiarato de Luca che ha riportato al centro del suo discorso anche il tema sicurezza, punto debole del suo partito, Il PD.

“Sulla sicurezza vedo qualche confusione, non si è ancora capito che c’è bisogno di due punti fondamentali: il lavoro e la sicurezza dei cittadini. Sul programma del PD non c’è nulla. – ha continuato – La sicurezza significa migranti ma non soltanto i migranti. I migranti bisogna capire che hanno due facce: la faccia dell’accoglienza che è irrinunciabile, se trovo donne torturate, abusate, violentate che arrivano in Italia, abbiamo il dovere civile di accoglierle, lo stesso vale per i bambini abbandonati. Ci sono anche altri aspetti di cui non si parla, ci sono questioni non tollerabili: l’accattonaggio molesto ai supermercati, ai centri commerciali, lo spaccio di droga, lo sfruttamento di prostituzione, e la prepotenza di stendere tappeti su tutto il lungomare, atteggiamenti violenti che vanno combattuti. Non dobbiamo stare al balcone per vedere che le nostre ragazze tornino in pace a casa. Questi problemi fanno parte della verità e va detta. Questi atteggiamenti sono intollerabili, ma il problema è più vasto, la sicurezza significa tante cose. Significa le micro bande nelle aree urbane, la micro delinquenza, l’uso camorristico dei social, cyber bullismo, ragazze che si suicidano. Il tema della sicurezza tocca la vita della gente e oggi una forza progressista che non parla di sicurezza può chiudere i battenti per quello che mi riguarda”. 

Un attacco duro contro anche il suo stesso partito, precede la risposta al Presidente della comunità senegalese che reclama un posto fisso dove poter lavorare e vendere la propria merce.

“Dobbiamo posizionare in maniera utile i nostri concittadini tanto per cominciare. Dieci o quindici anni fa la comunità senegalese era rappresentata da Amadou, che è morto qualche anno fa credo di meningite e mi è dispiaciuto molto. Era una persona di grandissima civiltà, una persona colta come tanti esponenti della comunità senegalese. – conclude – Abbiamo comunicato in maniera fraterna con il precedente presidente. Abbiamo deciso con lui di aprire un mercatino etnico a Pastena e via Vinciprova, e poi decidevamo in maniera responsabile e civile dove collocare anche i senegalesi per vendere prodottii di artigianato. Poi sono arrivati i nuovi rappresentati di questa comunità, che mi è capitato di incontrare che sono caratterizzati da grande arroganza, da grande prepotenza, da grade supponenza, e quando parli quasi quasi devi chiedere tu il permesso a loro per stare a Salerno. Che sia chiaro il luogo dove vanno i senegalesi lo decide il Comune non lo decidono i senegalesi, se gli sta bene, altrimenti se ne possono anche andare. Questa è la regola, rispetto per tutti ma a condizione che si rispetti la leggi e i modi di vivere delle nostre famiglie”.

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