Assistenza computer salerno e provincia

Aggredito un infermiere nel carcere di Salerno

La denuncia dei vertici provinciali di Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl: “Personale sottorganico. E’ ora di adeguare la dotazione organica”

Marco Rarità

SALERNO | La situazione del personale presso gli istituti penitenziari di Salerno e della provincia è drammatica. A più riprese le segreterie provinciali Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl di Salerno hanno evidenziato la necessità di adeguare la dotazione organica al fabbisogno assistenziale, anche alla luce della particolare condizione in cui si trovano ad operare gli addetti che necessita di un immediato potenziamento per le particolari condizioni in cui si trovano ad operare i lavoratori. Turni stressanti e non sostenibili, personale con limitazioni mediche che dovrebbero essere assegnati ad altre funzioni ma che sono costretti a continuare a lavorare in strutture non idonee al proprio stati di salute, poiché difficilmente si riesce a trovare adeguate sostituzioni.

“Abbiamo sempre denunciato la particolare condizione delle strutture penitenziarie e ultimamente avevamo rappresentato varie ipotesi risolutive della questione – hanno detto hanno detto i segretari Pasquale Addesso della Cgil Fp, Pietro Antonacchio della Cisl Fp e Lorenzo Conte della Uil Fpl – ma purtroppo sempre più spesso si deve prendere atto che se non succede il fattaccio e la questione non balza agli onori della cronaca, il problema non viene mai preso in considerazione. Siamo in attesa di un confronto sulla problematica, poiché vi sono servizi in cui difficilmente si riescono a garantire con una adeguata presenza di personale, come i penitenziari e i Serd (Servizi per le Dipendenze) per i quali bisognerebbe fare mirate procedure di reclutamento, non trascurando i concorsi finalizzati in uno alla previsione di un adeguato premio di produttività da contrattare in sede aziendale. Al di fuori di tali opportunità, come sempre, si corre il rischio di buttar il can per l’aia”.

 Una posizione condivisa anche da Giusy Petitti della Felsa Cisl provinciale. “Come sindacato, anche sul piano regionale oltre che su quello salernitano, esprimiamo rabbia e piena solidarietà al nostro iscritto somministrato presso il carcere per l’aggressione di cui è stato vittima.  Episodi del genere sono figli di problematiche organizzative in primis legate alla sicurezza dei lavoratori impiegati in un contesto per sua natura insicuro”, ha detto. “Già la settimana scorsa in collaborazione con la Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl abbiamo chiesto l’incremento del personale sanitario impiegato presso la casa circondariale di Salerno. Turni ravvicinati, stress psicologico uniti ad un’utenza spesso reattiva fanno culminare una terapia in un’aggressione gratuita ed immotivata. Non deve più accadere. Chiediamo con forza un aumento del personale per evitare il ripetersi di episodi inaccettabili ma ciclici in un contesto che esige maggiore attenzione”.

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