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Affetto da un grave tumore, l’Inps gli nega l’assistenza

E' la storia di un noto sindacalista salernitano che nel 2011 ha scoperto di essere affetto da un tumore alla prostata con metastasi diffuse alle ossa con invasione midollare, costretto a vivere a letto da circa 1 anno e senza assistenza

Federica D'Ambro

Una malattia difficile unita ad una burocrazia, quella italiana, molto lenta. E’ la storia di un uomo che da circa 1 anno e mezza aspetta di sapere se sia abbastanza malato da avere diritto all’assistenza e alle tutele previste dalla legge sulle disabilità. Il protagonista della storia è Angelo Capezzuto, insegnante di 65 anni e da anni alla guida dela segreteria provinciale della Flc Cgil. Capezzuto è affetto da un tumore alla prostata con metastasi diffuse alle ossa con invasione midollare che da luglio dello scorso anno lo ha praticamente inchiodato ad un letto. Nel 2011 ha scoperto di avere il cancro. Ma i medici dell’Inps di Salerno dopo avergli riconosciuto per due anni di seguito la disabilità grave con la concessione dell’accompagnamento esteso ad un familiare, nel marzo di due anni fa gliela revoca. Una revoca disposta dagli stessi medici dell’Inps perchè, secondo la loro opinione, rispetto agli anni passati, la sua salute fisica è migliorata. Anche se un’analisi clinica confermerebbe che un tipo di tumore con metastasi diffuse ha una probabilità molto bassa di guarigione.

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