Addio al papà dei supereroi

Per la rubrica OltreaSalerno | La fantastica vita di Stan Lee che si è spento a 95 anni al Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles

Vincenzo De Pascale

Los Angeles | Ieri 12 novembre si è spento al Cedars-Sinai Medical Center Stan Lee. Lo stesso giorno è stato trasportato d’urgenza all’ospedale per un repentino peggioramento della sua polmonite, questa probabilmente la causa della morte. L’aggravarsi di questa malattia, unitamente ai numerosi problemi di vista, già ne pregiudicavano la collaborazione alle prossime produzioni Marvel.
Stanley Martin Lieber, fumettista, editore, e produttore di cinema e tv americano, nasce a New York il 28 dicembre 1992 da genitori ebrei di origine romena. Lee fin da giovane iniziò a lavorare come addetto alle copie per Martin Goodman alla Timel Comics, la collaborazione con questa azienda gli permise nel maggio del ’41 di pubblicare una piccola storia non illustrata sul terzo numero del fumetto “Capitan America Comics” firmata Stan Lee. Negli anni ’40 Capitan America aveva una tiratura di mezzo milione di copie ad albo. Nello stesso anno, tra l’agosto e l’ottobre, nacquero i primi eroi creati da Lee: il Distruttore e Jack Frost.

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La crisi dovuta alla guerra, nella quale Stan prese parte come membro dell’esercito statunitense, e la concorrenza della DC imposero un repentino cambiamento dovuto anche ai tempi che cambiavano e alla richiesta di nuovi personaggi ed eroi. La casa editrice per la quale lavorava, la Timel Comics, si trasformò in Atlas e poi Marval Comics. Negli stessi anni cominciò l’età d’oro del fumetto americano che si esaurirà con la fine del decennio. Con la Marvel Lee pubblico nel ’61, in collaborazione con Jack kirby, I Fantastici 4. L’anno successivo video la luce Spider-man, Hulk e Thor. Il 1963 è l’anno di nascita di Ironman, degli X-Man e del Dottor Strange. Nel ’64 pubblicò Daredevil, nel ’66 fu dato alle stampe il primo numero di Pantera Nera.
Nel frattempo Stan Lee assunse diversi ruoli all’interno della Marvel: supervisore di numerose serie, editore, direttore, oltre a mantenere il suo impiego sceneggiatore. Negli stessi anni ebbe anche l’onore di conoscere un suo grande ammiratore: Federico Fellini, che durante un suo viaggio in America del ’65 si recò alla sede della Marvel al 625 di Madison Avenue dove ebbe il privilegio di incontrare oltre al padre dei suoi eroi preferiti anche alcuni redattori della casa editrice. Dopo questo decennio d’oro la vendita degli albi a fumetto ebbe un’importante riduzione, le vendite poche ed incostanti. A causa di ciò Stan Lee si trasferì a Los Angeles interessandosi di televisione e cinema data la sua idea che la crisi del fumetto americano potesse essere interrotta solo grazie all’utilizzo dei mezzi multimediali. Quindi divenne produttore di moltissimi film e serie televisive che videro come protagonisti i supereroi che oggi noi tutti conosciamo. Un’importantissima scelta che cambiò nettamente il panorama fumettistico internazionale.

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L’idea di creare un film da un fumetto, per noi oggi pura routine, in un’epoca in cui le tecnologie non erano molto avanzate era una scommessa rischiosa andata decisamente a buon fine data la quantità di record d’incassi infranti dai film del mondo cinematografico Marvel, che purtroppo ha perso tanto: non solo il cuore pulsante di un mondo immaginifico, ma anche un attore presente con dei piccoli cameo in ogni film della saga, scene molto amate dai fans che guardavano i film aspettando di vedere un giardiniere, o un postino, o un venditore ambulante con un volto familiare.
Oggi sono moltissimi i fans che sono e continuano ad essere vicini a colui che ha creato tutti quei personaggi che hanno fatto sognare più o meno giovani, tra i quali troviamo anche molti attori che hanno vestito i panni degli eroi partoriti dalla sua immaginazione.

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