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Abusi edilizi, scoperto un latitante ad Eboli

Allacci abusivi e anche diversi immigrati clandestini, tutto sull’operazione dei Carabinieri

EBOLI | La task force contro abusivismo e reati ambientali segna una nuova tappa nella lotta contro ogni altra forma di illegalità. Questa mattina, il gruppo di controllo, coordinato dai carabinieri della comnpagnia di Ebioli al comando del capitano Luca geminale, presente il sindaco di Eboli, Massimo Cariello, insieme con il delegato alla sicurezza nelle periferie, Giuseppe La Brocca, e con la presenza del consigliere Pasquale Salviati, al termine di nuovi controlli ha fatto emergere nuove forme di abusivismo ed illegalità nell’area di Campolongo.

La squadra di controllo, diretta dai carabinieri della stazione di Santa Cecilia, al comando del maresciallo Grimaldi, ha potuto contare anche sulla struttura comunale dell’ufficio antiabusivismo e sul comando della Polizia Locale. Le illegalità emerse riguardano forme di abusivismo, ma anche casi di truffa e di irregolarità diffuse. «A Campolongo abbiamo rilevato nuove forme di abusivismo edilizio – specifica il sindaco, Massimo Cariello – che come sempre finiscono per rivelarsi anche attacchi indiscriminati all’ambiente. Oltre agli interventi diretti che abbiamo realizzato, e per i quali ringrazio sia la nostra struttura comunale, sia l’azione ed il coordinamento dei carabinieri del maresciallo Grimaldi, abbiamo rilevato persino attacchi abusivi alle rete elettrica, circostanza della quale abbiamo informato immediatamente la stessa azienda che eroga l’energia elettrica. In più, l’azione ha consentito l’individuazione di un latitante, la cui presenza è stata segnalata all’autorità giudiziaria, così come quella di diversi immigrati clandestini».

IL LATITANTE

Il latitante arrestato è stato tradotto in carcere a Fuorni. Le sue iniziali, A.A. 28 anni, bulgaro, colpito da ordine di carcerazione del Tribunale di Taranto per reati di prostituzione minorile, minaccia, violenza privata e lesioni, da scontare 4 anni e 6 mesi di carcere. Il provvedimento era stato emesso il 3 agosto è mai eseguito perché l’uomo era scomparso, irreperibile.

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