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A Salerno la presentazione del libro “l’estetica del decanter”

Luca Cantore D'Amore con Philippe Daverio

Giovedì 9 maggio, alle ore 20, nel Salone dei Marmi di Palazzo di Città, alla presenza del Sindaco di Salerno Vincenzo Napoli e con il Patrocinio del Comune di Salerno, si terrà la Prima Presentazione Ufficiale del libro “L’ESTETICA DEL DECANTER”, opera di Luca Cantore D’Amore, giovane critico d’arte salernitano, edito dalla Casa Editrice “IL PAPAVERO”.
Tra i relatori, oltre al Sindaco Vincenzo Napoli, alla Direttrice della Casa Editrice Donatella De Bartolomeis e all’autore Luca Cantore D’Amore, interverranno: Antonio Frascadore (Direttore del Festival Nazionale del Cinema e della Televisione di Benevento), Alessandro Basso (Scrittore e Giornalista) e l’attore Antonio Landi (per una interpretazione delle letture). Modera Vincenzo Del Franco (Avvocato e conduttore radiofonico). I partner ufficiali dell’evento sono la vivacissima Agenzia di Comunicazione “Mad Idea” e l’Accademia di Catering e Bar School “Bartenders”.
All’Associazione “A casa di Andrea” di Dino Cerbarano, sarà devoluto l’intero ricavato autoriale della serata, per fini benefici. Un evento che si rivolge alla città per portare l’attenzione sulla tradizione letteraria e narrativa italiana. Vi sarà un dibattito, durante la Presentazione e, subito dopo, l’incontro con l’autore per il firmacopie e contestualmente sarà offerto un cocktail ad opera di “Bartenders”.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE

Luca Cantore D’Amore (25 giugno, 1991) nasce a Salerno ma, completati i suoi studi liceali, subito dopo la maggiore età, si trasferisce a Milano. Consegue tre lauree, di cui due al Politecnico di Milano in Architettura e Design degli Interni e Interior Design, e un’ultima in Storia dell’Arte. Contestualmente ai suoi studi si occupa di storia e critica dell’arte, scrivendo articoli di giornale, testi per riviste di settore, collaborando con gallerie e presentando mostre e ed eventi, con taglio critico, in giro per i luoghi.

OGGETTO E NEWS

La sua prima fatica letteraria è stata subito ben accolta dal panorama critico e specialistico, ottenendo consensi da nomi e istituzioni importanti della scena culturale quali Vittorio Sgarbi, Luca Doninelli, Jean Blancheart, Lorenzo Finocchi Ghersi, La Triennale di Milano. La copertina è stata concessa dal celebre fotografo Paolo Ventura che ha collaborato alla realizzazione del libro con Jacopo Benassi, artista e fotografo di rilevanza internazionale. Del suo romanzo, hanno già scritto “La Repubblica”, “Il Giornale Off”, “Nerospinto” ed altri quotidiani e periodici di particolare rilevanza. Uscito nelle librerie e sui maggiori siti il 15 aprile, 2019 e venduto nelle sedi di La Feltrinelli, Mondadori, Rizzoli, Ibs, Hoepli, Amazon, Ebay.

SINOSSI

Le pagine del romanzo parlano del lato astratto della vita: quello ineffabile e sfuggente delle emozioni e degli stati d’animo, dei sentimenti e delle sensazioni. In un intreccio tra malinconia e divertimento si srotolano le avventure del protagonista che riflette, in prima persona, sull’assenza di senso dell’esistenza; oscillando tra l’ironia, il sarcasmo, il giudizio e una patina di nostalgia, dell’animo controverso, paradossale e riflessivo del personaggio principale. Attraverso una indagine di sfumature di vita e di emozioni sotterranee, questo libro crea un’architettura sentimentale, una mappatura del mondo, che ha l’ambizione di affrontare la profondità della vita con enorme superficialità e viceversa. Ogni dettaglio, descrizione o aggettivo, contribuisce a delineare una visione, grazie all’analisi meticolosa e all’incasellamento maniacale di ogni sfumatura o personaggio. Con sullo sfondo della storia, la presenza costante, metaforica e ingombrante della neve. L’intero significato del libro si potrebbe riassumere nel suo titolo, ermetico e fuorviante: il decanter, infatti, per la sua forma sinuosa ed essenziale, si consolida nell’immaginario di molti come un oggetto dalla indiscutibile eleganza e bellezza. Talmente gradevole lo si considera che, ognuno, è disposto a trascurarne il suo unico, per quanto enorme, difetto: l’assenza, quasi totale, di utilità. Una meta-fora che sottolinea come ci si innamori della forma delle cose, trascurandone la sostanza, quando ci si affaccia al mondo degli oggetti (il design, l’architettura, la moda). Ma che allo stesso tempo evidenzia anche come, nell’infatuarsi tra umani, accada precisamente l’opposto: innamorarsi della sostanza, prima che della forma (gli amori, le amicizie, i rapporti umani). Osservando, così, come i veri decanter, in fine, non siano altro che gli esseri umani stessi: mezzi pieni, mezzi vuoti, stracolmi o meno, mentre s’arrabattano in questa favola divertente e dolorosa che è la vita. Con violenza, tenerezza, inquietudine, euforia e affrontando i temi più vari, si giunge alla fine, sovvertendo il canonico percorso di ogni libro che parla innanzitutto di una storia: in questo, in primis, si parla del significato.

LOCANDINA L'ESTETICA DEL DECANTER

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