Richiedi la tua pubblicità

A Salerno la “Pastasciutta antifascista”: presente Guido Lorenzetti, figlio di Andrea

Locandina (2)

Condividere i lavori dell’antifascismo, della libertà, della giustizia e della democrazia: è questo l’obiettivo della Pastasciutta antifascista che quest’anno coinvolgerà anche la città di Salerno. L’iniziativa si terrà il prossimo 25 luglio nei pressi della piazzetta di via Davide Galdi. L’appuntamento è per le 20.30 con canzoni, parole, immagini e memorie resistenti oltre, ovviamente, alla pastasciutta che sarà distribuita gratuitamente dalle 21.30. Organizzata dalle associazioni Marea, Altrocanto, Aned e Anpi, Pastasciutta antifascista vuole essere – come fu nel lontano 25 luglio 1943 all’annuncio della caduta del fascismo – una grande festa collettiva per ricordare la fine della dittatura fascista. Previsti gli interventi di Ubaldo Baldi, Germano Di Marco, Paolo Battista, Rosita Gigantino, Antonio Giordano, Bruno Mauro, Imma Barbarulo, Dario Pellegrino, Angelo Plaitano, Daniela Dentato, Francesco Fimiani. Alla serata sarà presente anche Guido Lorenzetti, figlio di Andrea Lorenzetti, deportato politico morto a Mauthausen. Le prime notizie della attività politica di Andrea Lorenzetti risalgono all’autunno ’42, quando partecipa alle riunioni clandestine preparatorie alla rifondazione del Partito Socialista Italiano clandestino nell’alta Italia. Ai primi del 1944 entra nella segreteria del partito per l’Alta Italia insieme a Cirenei, Pieraccini e Valcarenghi. È uno degli organizzatori degli scioperi del 1 marzo 1944 e responsabile della redazione e diffusione dell’«Avanti!» clandestino. Arrestato il 10 marzo 1944, resta in isolamento a S. Vittore fino al 27 aprile, poi viene trasferito a Fossoli fino ai primi di agosto. Poi inizia il viaggio verso la Germania, con una sosta di qualche giorno a Bolzano, e il viaggio si concluderà in uno dei peggiori sottocampi di Mauthausen, il Gusen III. Andrea riuscirà a resistere fino alla liberazione del campo, il 5 maggio 1945, ma morirà in ospedale a Gusen il 15 maggio.

Per l’occasione, il ristorante Pupilla Felix mette a disposizione, al costo di 10 euro, polpette e parmigiana. La prenotazione è obbligatoria entro il 22 luglio al numero 393 06 54 418.

La storia

La data è molto significativa: infatti, il 25 luglio del 1943, a seguito della riunione del Gran Consiglio del Fascismo, Mussolini viene destituito e arrestato; dopo 21 anni, terminava così il governo del Partito Fascista. Il Re designò il Maresciallo dell’esercito Badoglio come nuovo capo del governo. Tuttavia, la guerra continuava a fianco dei tedeschi: per questo, nei giorni successivi all’arresto del duce vi furono numerose sollevazioni popolari. La famiglia Cervi, però, non venne subito a conoscenza della notizia della caduta del governo di Mussolini: erano infatti impegnati nei campi, ma, sulla via del ritorno a casa, incontrarono molte persone in festa. Pur sapendo che la guerra non era ancora terminata, decisero di festeggiare ugualmente questo primo passo verso la pace e la libertà, dopo 21 anni di dittatura fascista. Così, si procurarono la farina, presero a credito burro e formaggio dal caseificio e prepararono chili e chili di pasta. Quando la pastasciutta fu pronta, caricarono il carro e la portarono in piazza a Campegine, dove la offrirono a tutto il paese: fu una vera festa, un giorno di gioia tra le preoccupazioni per la guerra ancora in corso. Persino un ragazzo che indossava una camicia nera fu invitato da Aldo Cervi, il padre di famiglia, a unirsi e a mangiare il suo piatto di pasta.

No Signal Service

Commenti

I commenti sono disabilitati.