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A Cesena è scoccata la scintilla, ora calma e sangue freddo

La vittoria del Manuzzi rimette in corsa la Salernitana, ma guai a pensare che con il Lanciano sarà una passeggiata

Nicola Roberto

Le mani, il piedone e la testa: Ricardo Bagadur ci ha messo tutto se stesso dentro la partita del Manuzzi, provocando il rigore – anche se il tocco era fuori area – del vantaggio bianconero, salvando, poi, con un intervento alla disperata su Kone che già pregustava il nuovo vantaggio, e poi segnando la rete del successo con un’inzuccata al 94′, un minuto che è sempre caro ai tifosi granata dai tempi di Lazzaro al San Paolo. Il calcio è una ruota che gira in fretta, dà e toglie con l’indifferenza e la freddezza di un baro consumato. Contro l’Entella era stata la notte della grande beffa, a Cesena è stata la notte della prima vittoria in trasferta. E, si spera, dell’inizio della rimonta in classifica. Tre punti pesantissimi per i granata, strappati sul campo di una squadra che in casa non digerisce le avversarie che arrivano dal Sud (al Manuzzi avevano già vinto Bari ed Avellino, mentre il Trapani aveva pareggiato) ma che aveva raccolto ben 37 punti, subendo solo 7 gol prima di ieri sera. Sotto quasi subito, la Salernitana non si è smontata, ma è rimasta ostinatamente attaccata alla partita, aspettando con la fiducia di chi sente di essere un po’ in debito con la sorte, che prima o poi sarebbe capitato l’episodio favorevole da troppo tempo atteso. Il rigore del pareggio, con tanto di espulsione di Caldara, ha indubbiamente cambiato il corso della partita, anche se il Cesena ha continuato a giocare come se nulla fosse. E, forse, questo ha condannato la squadra di Drago che ha accettato di giocare a viso aperto mettendo nel conto il rischio di farsi infilare in contropiede. La punizione da cui è scaturito il gol di Bagadur è stata figlia proprio di una ripartenza granata orchestrata da Donnarumma all’ultimo giro di lancette. La vittoria di Cesena permette alla Salernitana di sbloccarsi in trasferta nella sera in cui ci sono stati i preziosi ritorni di Nalini e Tuia, ma anche l’ammonizione fatale per Zito che salterà la gara con il Lanciano. Importante, ora, sarà affrontare il match con i frentani con la giusta carica, ma senza eccessi e, soprattutto, senza pensare che sia già vinta. Sarebbe l’errore più grande perchè il Lanciano è in salute, gioca bene e non ha nulla da perdere. L’Arechi sarà una bolgia, ma ci vorranno calma e sangue freddo. Questa Salernitana può salvarsi, ma non deve farsi prendere dall’ansia di volere tutto e subito.

Sport1

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