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IL PERSONAGGIO – Ecco Orlando: cresciuto tra pallone e colline, il funambolo di Roccaforzata

La storia di Francesco Orlando: a quattro anni già in un campo di calcio, tra viaggi e sogni nell'entroterra pugliese

Marco Rarità

E’ il 25 ottobre di due anni fa, il cronometro porta 92 minuti e l’arbitro ha il fischietto in bocca. E’ all’Artemio Franchi di Siena Francesco Orlando, sta per segnare il suo primo gol tra i professionisti e decide di farlo con un capolavoro, quasi letterario, sulla “scia” del noto critico che portava il suo stesso nome. E’ nato a Taranto Francesco Orlando, cresciuto in un piccolo Comune di nome Roccaforzata, un paese che conta meno di 2mila residenti, a pochissimi chilometri da Taranto ma situato in alta collina. Comincia lì a calciare il piccolo Francesco, come spesso accade, con l’aiuto e il sacrificio dei genitori che lo accompagnano al campo, percorrendo una strada spesso in compagnia di tanti fedeli, perchè le strutture di allenamento si trovavano proprio sullo stesso percorso del noto Santuario della Madonna della Camera. A 11 anni cambia scuola calcio, gli consigliano la “Città degli Imperiali”, così viene chiamata Francavilla Fontana nel brindisino. Solo due anni, poi torna a “casa”, nella scuola calcio Cryos di Talsano. Nel paesino più vicino al centro urbano di Taranto, corre e suda tra le palazzine di Pezzavilla, qui lo nota Paolo Cristallini, l’allora direttore del Vicenza che chiede alla società di tesserarlo. Anni nei Dilettanti fino all’esperienza a Macerata con Bucchi in panchina, poi l’esordio in B lo scorso anno con il Vicenza. Sinistro naturale ma ha “scoperto” il suo ruolo preferito sul versante opposto, a destra, dove può rientrare con rapidità, una delle sue giocate preferite. Ruolo “cucito” nell’anno al Nardò.  Tra le caratteristiche di Orlando la volontà di restare spesso largo, giocando spesso in sovrapposizione e chiedendo scambio con il terzino, come accaduto in maglia biancorossa con un compagno che ritroverà anche in granata, sulla stessa corsia, ovvero Raffaele Pucino.

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