Mentre la Francia sceglie di far valere i propri diritti, noi italiani scegliamo di farci scimunire dalla D’Urso

Il commento di Pasquale Petrosino | La Francia insegna la lotta per i propri diritti

Pasquale Petrosino

L’opinione di Pasquale Petrosino

Mobilitazione sociale in Francia contro il governo e la riforma pensionistica di Macron.La democrazia scende in piazza e con atti forti fa sentire la propria voce. Il popolo francese, per l’ennesima volta dimostra al resto del mondo come la lotta e le piazze servano, non solo per fare show ma per rivendicare i propri diritti e far sentire la propria voce. Lontani dai siparietti televisivi, in cui polli e galline si beccano, la Francia incisiva, forte del suo DNA fatto di rivoluzione e contestazione grida a gran voce. Tour Eifell chiusa, poichè in sciopero gli operatori della struttura. Un durissimo colpo alla città e al turismo che ha registrato in queste ore cancellazioni di prenotazioni, subendo un calo del 30%. 200 mila persone in piazza. E’ stato il 13/o giorno consecutivo di sciopero dei trasporti, quello che ha vissuto ieri la città di Parigi. In assenza di trattative fra governo e sindacati sulla contestata riforma delle pensioni, i sindacati scendono per la prima volta tutti uniti in piazza. In prima fila ci sono anche i riformisti della CFDT, apertamente contrari a bloccare il paese anche durante le festività natalizie.
La manifestazione unitaria ha lo scopo dichiarato di far piegare il governo, indebolito ieri anche dalle dimissioni dell’uomo incaricato di disegnare la riforma, Jean-Paul Delevoye, che si è dimesso dopo il sospetto di numerosi conflitti di interesse con altri incarichi, da lui non dichiarati. La metropolitana di Parigi e le ferrovie sono sempre bloccate, con rari treni in funzione, il 20% dei voli aerei sono annullati. Il primo ministro, Edouard Philippe, ha annunciato incontri con i partner sociali. Occhi puntati sulla CFDT, il sindacato riformista più vicino al governo che ha irrigidito le sue posizioni sul tema della cosiddetta «età di equilibrio» per andare in pensione, che la riforma vorrebbe fissare a 64 anni.
Proteste di rivolta contro leggi che non appartengono alla nazione, questa è l’incisiva svolta di chi fa sentire la propria voce e si oppone in maniera attiva, alla sottomissione politica.
Manomessa rete, blackout 90.000 case. 90.000 case sono rimaste senza luce a causa di azioni volontarie commesse da esponenti del sindacato CGT nella rete elettrica di Lione e della regione della Gironda (RTE). La direzione del gestore della rete ha denunciato «atti ostili» legati al «movimento sociale» contro la riforma delle pensioni. Subito dopo, le azioni sono state rivendicate dalla CGT della RTE. Al momento di massima incidenza dell’azione di protesta, sono state 50.000 le case rimaste senza elettricità. Noi italiani comodamente seduti sul divano, scegliamo di farci stordire da siparietti squallidi, di trasmissioni becere come quelli della D’Urso, che servono ad uccidere i neuroni e farli decadere nell’oblio della rassegnazione.

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