Pizzeria Betra Salerno

Tutt’altra parte, tutt’altro posto..

L'unico battito in una mortificante serata di scarso febbraio

Marco Rarità

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Vincere in questi casi non serve. Che il campo non è un quadro di Klimt, la bellezza la trovi da tutt’altra parte. Quando la temperatura si avvicina allo zero, la preoccupazione è sapere se regge il nastro adesivo. In un lunedì di scarso febbraio c’è chi vorrebbe stare in tutt’altro posto, eppure. Si guardavano in faccia i salernitani, tutte e due le facce, un anziano urlava a braccia tese per poi voltarsi e perdersi nel silenzio del cemento. Poco più distante un ragazzo, forse neanche 14enne, le mani in tasca, sembrava attaccato a un palloncino, spostandosi sulle folate di vento per non patire il freddo. Sono i volti di chi aspettava quantomeno delle scuse, perchè il calcio è un gioco, in fondo non è tanto difficile dire “abbiamo fatto schifo”. Essere limpidi, senza trovare alibi, sarebbe stato il primo passo utile per ripartire. Prima del pallone le casse sfondate hanno suonato le note che piacevano ad Alessandro, c’era anche chi cantava guardando il cielo. Dire che tutto questo sia legato al calcio è anche fin troppo convenzionale, oltre che stupido, non sarebbe la prima volta, eppure c’è stato un momento nei 90 e passa minuti d’angoscia dove il cuore batteva più forte. Quello sì, è stato il gol di Alessandro Rubino, ma che ne sanno.

Sport1

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