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“Traversa e palo” di Natale, Salernitana “infilzata” dal Foggia (0-3)

I granata non bissano il successo di Chiavari. I due legni colpiti segnano una contesa sfortunata: i satanelli colpiscono nei minuti finali con una doppietta di Floriano ed il gol di Agazzi

Alfonso Maria Tartarone

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SALERNITANA-FOGGIA 0-3 (0-0)

SALERNITANA. (4-2-3-1). Adamonis; Vitale, Schiavi, Mantovani, Pucino; Signorelli, Ricci; Sprocati, Kiyine (21′ st Rosina), Gatto (11′ st Di Roberto), Bocalon (27′ st Rossi). A disp.: Russo, Bernardini, Perico, Popescu, Zito, Alex, Kadi, Rodriguez, Rosina, Iliadis. All: Colantuono.

FOGGIA (3-5-2). Tarolli; Martinelli, Camporese, Loiacono; Gerbo, Agnelli, Agazzi, Deli, Rubin ,,(39′ st Figliomeni); Chiricò (22′ st Floriano), Beretta (28′ st Calderini). A disp.: Sarri, Sanchez, Lodesani, Fedato, Coletti, Ramè, Fedele. All.: Stroppa.

MARCATORI. 37′ e 46′ st Floriano, 43′ st Agazzi

ARBITRO. Marini di Roma (Galetta e Margani; IV uomo: Di Paolo)

NOTE. Ammoniti: Di Roberto, Gerbo, Calderini, Pucino; calci d’angolo: 5-1 minuti di recupero: 0′ pt e 5′ st.

“Traversa e palo” di Natale. La Salernitana non bissa il successo con l’Entella, colpisce due legni e sul finire della contesa viene “infilzata” dal Foggia con una doppietta di Floriano e la rete di Agazzi. I satanelli, quasi mai in partita, si regalano tre punti immeritati. I granata, invece, recriminano per le tante occasioni gettate al vento. LA PARTITA. I granata, galvanizzati dal colpo esterno di Chiavari, sembrano approcciare alla contesa con determinazione. Giusto il tempo di organizzarsi e Pucino, rigenerato dalla cura Colantuono, nella veste di assist-man prova a pescare in area di rigore Bocalon anticipato, per questione di centimetri, dal diretto marcatore. Dei satanelli, sempre abbastanza intraprendenti fuori dalla mura amiche, ancora nessuno squillo degno di nota. Anzi, a sfiorare il vantaggio sono i padroni di casa attraverso un passo di danza ed immediata conclusione di Signorelli terminata di poco al lato. Calma piatta con il passare dei minuti ed i ventidue contendenti ancora a caccia del guizzo giusto per sbloccare il match. Da segnalare un tentativo dalla lunga distanza dei pugliesi (dalle poche pretese, a dire il vero) e qualche mischia in area positivamente risolta dai rispettivi pacchetti arretrati. Al diciottesimo giro di lancette il lampo della Salernitana. Gatto ci mette il classico “zampino” non trovando, però, la collaborazione vincente dell’ex avanti dell’Alessandria: fermato sul più bello, ad un passo dalla linea bianca di porta. I padroni di casa ci riprovano, per ben due volte, poco attimi dopo. Kiyine, in stile Entella, non buca la rete avversaria per un soffio mentre Schiavi, dal seguente angolo, non inquadra di testa lo specchio della porta. Al minuto ventiquattro tocca a Sprocati. Tra una finta e l’altra, sul dischetto del rigore, il suo destro viene rimpallato. I ragazzi di Stroppa, probabilmente frenati dalle basse temperature, tentano il blitz (senza successo davvero di pochissimo) direttamente da calcio d’angolo. Nonostante la buona volontà dei protagonisti, sul tappeto verde, il risultato non si schioda dallo zero a zero. Superato il trentesimo è il disimpegno errato di un centrocampista pugliese ad offrire la ghiotta ripartenza ai padroni di casa. Sprocati fugge palla al piede, osserva il movimento di Gatto ma non riesce a dosare con i tempi giusti l’assistenza adeguata per mandare in porta l’ex Lanciano. Il finale di tempo è tutto di marca campana. Kiyine, in proprio, mette a dura prova i riflessi di Tarolli. Sulla respinta nessun attaccante è tempestivo nel deviare in rete. Tiro dalla bandierina, il pipelet foggiano va a farfalle e Signorelli stacca come meglio non si potrebbe. C’è un problema tra il centrocampista ed il gol: la traversa. Il venezuelano replica nella ripresa. Nuovamente di testa e leggermente alto. A venir meno, tra diversi errori e poca lucidità, è l’ultimo passaggio da entrambe le parti. Il tocco risolutivo in grado di spostare gli equilibri. Al giro di lancette dieci, come spesso capito in passato, è Sprocati ad “accendersi”. Il mancino, nonostante la buona volontà, non è quello dei tempi migliori. Mister Colantuono, visibilmente tarantolato in panchina, inizia ad affidarsi ai cambi. Fuori Gatto, dentro Di Roberto. L’ex Perugia non perde certo tempo per farsi notare. Peccato che il suo assolo gli procuri un giallo per simulazione una volta “crollato” in area di rigore. Il resto, targato comunque Salernitana, riguarda i tentativi velleitari di Ricci e Signorelli. Il vantaggio, più che meritato, appare cosa fatta al minuto diciannove quando Sprocati piazza un delicato sinistro la cui corsa termina sul palo a Tarolli battuto. E’ il momento di spingere il piede sull’acceleratore. In campo si rivede anche Rosina, preferito a Kiyine. La vecchia conoscenza dei tifosi della Pro Vercelli, scoccata la mezzora, prosegue la personale sfida con la porta avversaria. Anche in questa circostanza è la mira a non tendere una mano. Il calcio è letale. Chi sbaglia paga ed il Foggia, in una delle rarissime sortite offensiva, colpisce con il nuovo entrato Floriano: lasciato colpevolmente libero di agire ad un passo da Adamonis (37′). Come solo è Agazzi, sei giri di lancette più tardi, per il definitivo raddoppio ed una Salernitana anticipatamente sotto la doccia. Più che fredda. Gelata, tenendo conto anche della terza marcatura pugliese griffata ancora Floriano al tramonto dei cinque minuti di recupero.

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