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Tore Pinna come un tifoso: “Arechi, come te nessuno” e su Strakosha..

L'ex numero uno granata parla a cuore aperto dei tifosi, elogia Pestrin e si esprime sulla situazione tra i pali in casa Salernitana

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“La Salernitana può arrivare in alto perchè ha una cosa che gli altri non hanno, quel dodicesimo uomo che in casa non ti fa perdere nessuna partita”

Testo e musica di Salvatore Pinna, ex numero uno granata e protagonista della promozione nel campionato 2007/2008 che riporto i granata in serie B. L’ex portiere sardo, ospite telefonico della trasmissione “No Look – Il calcio che senti” in onda su Radio Mpa, si è espresso su diversi aspetti dell’attuale stagione granata, con riferimenti anche al passato.

“Questo pubblico è fondamentale, anche per i giocatori, con quell’entusiasmo non puoi sbagliare niente. La Salernitana dirà la sua alla grande perchè ha un buon organico, a Salerno con un pareggio si rumoreggia ma bisogna avere pazienza. Ci sono elementi nuovi, ci vuole un po di tempo. Era normale per me fare bene a Salerno, tutto mi spingeva. Per un calciatore è fondamentale uno stadio con 28mila e 15mila persone, dove li trovi in serie C uno stadio così? Se si è giocatori e si portano avanti certi valori giocare davanti a un pubblico così ti fa venire il nodo in gola solo al riscaldamento. Ti viene l’ansia, non vuoi fare brutte figure, non vuoi deluderli. Voglio dare un bacio alla tifoseria, perchè sono e rimarranno sempre nel mio cuore”.

Pinna si esprime anche sull’attuale situazione tra i pali in casa granata: “Se hai vent’anni ci sono due fattori, devi avere gli attributi. Un portiere deve essere spavaldo e non deve avere paura, se  la paura ti travolge è finita. Se hai vent’anni devi avere delle persone vicino che conoscono le tue qualità e hanno fiducia in te, ti aspettano, così come deve fare la gente. Qualche piccolo errore ci può stare, questo per un portiere giovane è importante”.

L’ex numero uno granata si è espresso anche su quello che può nascere con il “noto” dualismo tra portieri: “Per un portiere è fondamentale avere la fiducia della società e dell’allenatore. Se metti due portieri che si equivalgono è solo una guerra psicologica. Ci deve essere un titolare e un secondo bravo che deve farsi trovare pronto quando il titolare non sta bene, che lo può sostituire alla grande. E’ normale che il titolare deve dimostrare di essere all’altezza della situazione, se sbaglia 5 partite di file va tutto a farsi friggere”. 

Per Salvatore Pinna una analisi anche sull’attuale campionato di serie B, rispetto a quella vissuta con i granata nel 2008/2009:

“La nostra serie B, subito dopo la promozione nel 2008 era una mezza serie A, era un campionato difficilissimo. C’erano squadroni attrezzati. Adesso i giocatori a trentanni li fanno sembrar vecchi, è l’errore più grande. I giovani devo sapere che per arrivare devono lavorare tanto e migliorare. Io per fare meglio con i piedi, ad esempio, scendevo due ore prima al campo e lavoravo al muro, perchè sapevo di non giocare bene con i piedi. Oggi viene tutto regalato, molti giovani arrivano senza aver dimostrato il proprio lavoro e quindi vengono bruciati”.

Riflessione e un vero e proprio omaggio a un suo ex compagno di squadra, Manolo Pestrin:

“Manolo è un intramontabile, è il solito cagnaccio. Ce ne fossero centrocampisti così, uno dei vecchi che porta avanti certi valori, voglia, grinta e fame, senza non si arriva da nessuna parte”.

Sport1

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