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Spaccio sul Lungomare: dai rapporti con i fornitori all’organizzazione

I DETTAGLI - Si allarga l'inchiesta, l'ipotesi del gip è che dietro l'organizzazione ci sia una regia tutta italiana

Federica D'Ambro

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Non erano solo giovani nordafricani che passavo il tempo sulla Lungomare di Salerno e, per guadagnare di tanto in tanto si dilettavano a spacciare sostanze stupefacenti. Il quadro è molto più ampio ed ha svelarlo è proprio l’indagine della polizia che ha permesso di scoprire dettagli importanti. C’è una regia che comanda e detta orari, turni di lavoro. Per il gip del Tribunale di Salerno, Piero Indinnimeo, che ha emesso le misure cautelari in carcere, da approfondire è proprio tale circostanza “su chi, con alta probabilità, li organizza sul territorio“. Come si legge sul quotidiano Il Mattino, nell’ordinanza di convalida di arresto e nell’applicazione della misura cautelare emessa dal gip Indinnimeo, si fa esplicitamente riferimento alla creazione di “un vero e proprio market della droga nel centro cittadino,e su protagonisti indifferenti ai rischi collegati alla condotta illecita così palesata in pubblico”.

 

Le indagini della polizia hanno accertato che i giovani facevano parte di un gruppo organizzato che, dall’alba al tramonto, si occupavano dello spaccio in varie zone della città: dal Lungomare, Piazza della Concordia, via Santissimi Martiri Salernitani.

 

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