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San Matteo, Napoli si schiera con i portatori

Il sindaco in Consiglio: "E' atto d'amore della città ". Approvati in assise i provvedimenti finanziari

admin

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Il sindaco Enzo Napoli si schiera con i portatori e apre le porte del Comune a San Matteo. E’ stato un Consiglio comunale principalmente improntato alla discussione sulla prossima festività patronale e sulla possibilità o meno di consentire l’ingresso della statua del Santo patrono a palazzo di città. Ieri pomeriggio, durante i lavori dell’assise cittadina, la questione è stata sollevata tanto dalla maggioranza quanto dall’opposizione. In particolare, il consigliere di Campania libera Luciano Provenza ha sottolineato come “non si possono contrapporre ancora potere temporale e potere spirituale. Ci sono disposizioni ben precise della Cec e la scelta di soste e percorsi spetta esclusivamente al vescovo Luigi Moretti. Bene la strada del dialogo con i portatori ma nel caso in cui non si dovesse raggiungere un accordo, credo che le porte del Comune debbano restare chiuse”. Teme che possano ripetersi gli incresciosi fatti del 2014, il consigliere di opposizione Antonio Cammarota, secondo cui – viste le contrapposizioni tra portatori e Curia sulla questione dell’ingresso della statua in Comune – il rischio che si possa assistere nuovamente alle scene della passata processione è molto alto.
Per il sindaco Enzo Napoli, intervenuto proprio per rispondere alle raccomandazioni dei consiglieri comunali, “l’ingresso di san Matteo in Comune non rappresenta assolutamente un atto di riverenza del Patrono all’amministrazione comunale ma, viceversa, una devozione della città al suo protettore”.
Altro tema discusso è stato quello dell’emergenza ambientale a Salerno, stretta nella morsa di rifiuti, topi e blatte. In merito, il primo cittadino facente funzioni ha ribadito che il compito di disinfestare e sanificare la città spetta all’Asl, così come sancito dalle sentenze della giustizi amministrativa.
Per quanto concerne i provvedimenti economico-finanziari all’ordine del giorno, sono stati approvati tutti; tra questi il ripiano del disavanzo tecnico di 152 milioni di euro da spalmare in trent’anni. Approvati anche i punti relativi alle aliquote Imu, Tasi e Irpef che restano invariate rispetto al 2014.

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