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Salernitana-Reggina 2-1. Tutto nel primo tempo, granata in fuga

Ai calabresi non basta Insigne Junior. A Pagani senza Pestrin

Francesco Pecoraro

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SALERNITANA – REGGINA 2-1

SALERNITANA: Gori, Colombo, Tuia, Trevisan, Bocchetti, Moro, Pestrin, Favasuli (24’st Bovo), Cristea (44’st Mendicino), Calil (21’st Gabionetta), Negro. A disposizione: Russo, Penta, Tagliavacche, Perrulli. Allenatore: Menichini
REGGINA: Kovacsik, Ungaro, Cirillo, Di Lorenzo, Ammirati (27’st Balistreri), Armellino, Salandria, Maimone (36’st Masini), Benedetti, Viola (14’st Di Michele), Insigne. A disposizione: Cetrangolo, Balistrieri, Karagounis, Masini, Mazzone, Scionti. Allenatore: Alberti
ARBITRO: Di Martino di Teramo
RETI: 28’pt Insigne (R), 31’pt Moro (S), 37’pt Negro (S)
NOTE: Ammoniti: Trevisan (S), Ammirati (R), Armellino (R), Pestrin (S), Cirillo (R). Espulso Cirillo (R) per somma d’ammonizioni al 46’st. Recupero: 0’pt – 3’st. Angoli: 7-5. Spettatori: 10156. Giornata primaverile, terreno in buone condizioni.
Salerno. La Salernitana mantiene la testa della classifica. I granata intascano la seconda vittoria consecutiva ed hanno la meglio, non senza difficoltà, di una Reggina mai doma e pericolosa soprattutto in contropiede. Anzi, a tratti, è addirittura la squadra amaranto a fare la partita, approfittando degli svarioni difensivi della retroguardia di casa, orfana di Lanzaro, la cui assenza si è fatta sentire maggiormente. Ad ogni modo mister Menichini ha deciso di premiare il rumeno Cristea gettandolo nella mischia dal primo minuto: in attacco c’è lui a fare coppia con Negro, con Calil leggermente più arretrato quasi in funzione di rifinitore. Sugli spalti, prima del fischio d’inizio, è festa grande tra le due tifoserie, unite da uno storico gemellaggio: tanti gli striscioni e cori reciproci. Dopo un’occasione da gol mancata da Calil su grande invenzione di Moro, è la Reggina a salire in cattedra: la squadra di Alberti, reduce da due vittorie consecutive anch’essa, ha un disperato bisogno di punti salvezza e lo dimostra in campo. Al 12’ Trevisan salva su Viola, involatosi tutto solo verso la porta di Gori; due minuti più tardi, invece, il centrale granata sfiora un clamoroso autogol deviando goffamente il pallone verso la propria rete, decisivo, come più volte in questa stagione, l’intervento dell’ex portiere del Benevento. Trevisan sembra in bambola, soffre la velocità degli attaccanti avversari e al 28’ si lascia clamorosamente beffare da Insigne che gli ruba palla e vola verso l’area granata, battendo con un piatto destro il numero uno di casa. L’Arechi si ammutolisce tutto d’un tratto ma la Salernitana riequilibra in men che non si dica la gara con un missile dai 30 metri di Moro che s’insacca all’incrocio dei pali: un collo piede che non lascia scampo a Kovacsik. L’undici di Menichini sfrutta il momento positivo e, sulle ali dell’entusiasmo per il pareggio ritrovato, raddoppia con Negro: il numero undici risolve una bagarre in area avversaria con un preciso gol di destro al 37’, non senza la complicità del portiere reggino. Nel finale di tempo altro brivido amaranto con Insigne che fa secco nuovamente Trevisan che lo atterra nei pressi dell’area di rigore: giallo per lui. Il calcio di punizione che ne segue viene deviato in corner da Gori. Nella ripresa, la Salernitana si limita a gestire il pallone, senza però tirare nello specchio di Kovacsik. Verso la fine del match, i padroni di casa mancano il terzo gol sprecando un’azione di contropiede con Cristea, che calcia alto sopra la traversa. L’unica pecca per i granata è l’ammonizione di Pestrin che gli costerà la trasferta di Pagani. Comunque sia, succede tutto nel primo tempo: la Salernitana ribalta lo svantaggio iniziale, amministra e torna prima.
Sport1

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