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Salernitana, non è finita

Quattro punti dal Benevento si possono recuperare, ma...

Nicola Roberto

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No, non è finita. A dodici giornate dalla fine, con trentasei punti ancora in palio ed uno scontro diretto da giocare in casa, il campionato non può considerarsi chiuso. E’ vero che il Benevento non perde un colpo ed anche la fortuna pare aver scelto di stare dalla parte dei sanniti, ma è pur vero che la Salernitana non è meno forte della capolista rispetto alla quale ha pagato qualche incertezza di troppo tra le mura amiche. Il Benevento è primo con merito, la squadra di Menichini segue a quattro punti di distanza ma deve avere la convinzione di poter ancora recitare un ruolo da protagonista nella corsa per il primo posto. Non è finita, ci mancherebbe. La Salernitana deve crederci, ma deve anche avere più coraggio. Quello che è mancato nel primo tempo della gara con il Foggia quando la scelta di aspettare che i satanelli si scoprissero s’è trasformata in un boomerang: troppi uomini dietro la linea della palla hanno fatto sì che i pugliesi si riversassero in massa nella metà campo granata, cosa che nella ripresa non è più accaduta perchè è cambiato l’atteggiamento mentale dei padroni di casa e, successivamente, anche lo spartito tattico. E qui veniamo ad un punto cruciale. Il solo Calil là davanti rischia in determinate partite di scomparire, di intristirsi quasi se costretto a vagare a vuoto, a giocare più da mediano che da attaccante, se obbligato a munirsi di binocolo per poter vedere la porta avversaria (contro il Foggia il brasiliano è stato spesso chiamato a rinculare ben oltre la linea di centrocampo). Non appena la squadra ha cominciato a pressare ed ha trovato un vero punto di riferimento avanzato in Mendicino, ecco che le cose sono cambiate tanto che la rimonta era stata completata. Se non ci fosse stata una deplorevole dormita difensiva (ahi Trevisan!), saremmo ora impegnati a raccontare di un’ennesima metamorfosi della Salernitana, capace nella ripresa di mettere le mani sui tre punti dopo un primo tempo chiuso in svantaggio. E’ vero che il Foggia ha giocato bene ed ha meritato il pareggio, ma forse la Salernitana gli ha lasciato troppo campo nella prima parte di gara, magari perchè Menichini sa che in questa fase della stagione ai suoi non può chiedere più di un tempo all’arma bianca. Così, però, si rischia di perdere punti per strada. Era successo col Lamezia, è accaduto col Foggia: due pareggi interni che hanno tarpato le ali ai granata che, in presenza di due successi, ora sarebbero alla pari col Benevento. Purtroppo questi punti non potranno più essere recuperati, non resta che andare a prendersi i prossimi con uno spirito ed un atteggiamento che dovranno essere diversi. Già contro il Savoia la Salernitana dovrà giocare con più determinazione fin dal primo momento. A Torre Annunziata i granata avranno a disposizione solo un risultato: la vittoria. Altre vie non ve ne sono. Tenendo conto che il Benevento sta per arrivare all’Arechi, la squadra di Menichini deve compiere un salto di qualità sul piano mentale. Niente calcoli, niente timori di sorta. La Salernitana ha un ottimo organico e può e deve imporre a tutti il suo gioco. E’ vero pure che, finora, la squadra non ha mostrato una precisa identità nè trame corali particolarmente avvolgenti e collaudate, ma il potenziale è enorme come si è visto anche nel corso della ripresa contro il Foggia. Ed allora, niente più freno a mano tirato. E’ il momento di rompere gli indugi, di accelerare. La quota promozione è altissima e per arrivare davanti al Benevento bisognerà vincere molte partite da qui alla fine. Più coraggio, meno calcoli. Solo così si va in B.

Nicola Roberto

Sport1

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