Salernitana, la crisi è servita. Torrente canta: per colpa di chi?

A Chiavari terza sconfitta consecutiva e quinta espulsione in otto gare. La società si interroga sul tecnico, ma ha molte colpe nella costruzione della squadra

Nicola Roberto

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La Salernitana non vince e non segna dal 26 settembre scorso (2-1 con la Ternana). Basterebbe sfogliare a ritroso il calendario per rendersi conto della preoccupante piega che hanno preso gli eventi.
I granata sono fermi a quota 8 punti in classifica e non vanno in rete da circa 300′, in pratica da cinque ore di fila.
E, del resto, se là davanti non hai attaccanti lucidi e spietati, Gabionetta a parte (che bomber puro non è e che ha già fatto più del suo dovere finora), si fa presto a capire il perchè di una avvilente asfitticità offensiva.
Di contro, la difesa subisce sempre e comunque gol – 6 nelle ultime tre gare – e, quando non sono gli avversari ad inventarsi la giocata vincente, ci si fa male da soli come contro Trapani ed Entella. Nelle ultime due gare gli errori di Terracciano e Strakosha hanno pesato in maniera determinante, ancor di più perchè la squadra granata non è stata in grado di rispondere rompendo il suo digiuno realizzativo.
Come si temeva alla vigilia, l’alternanza tra i pali ha prodotto un disastro: Strakosha ha sbagliato un’uscita e Costa Ferreira ne ha approfittato per regalare all’Entella una vittoria che i liguri hanno incassato con un senso di stupore e sollievo insieme. Prima e dopo, infatti, la Salernitana, pur non obbligando il portiere di casa agli straordinari, aveva costruito le premesse per spaventare la squadra di Aglietti.
A questo punto, la domanda è una sola: chi pagherà per i risultati dell’ultimo periodo, ma, soprattutto, per il modo in cui si sta affrontando questa maratona che è il campionato cadetto?
Dopo la sconfitta col Trapani, avevamo auspicato un intervento deciso della società, sperando che potesse dare sostegno a Torrente. Il tecnico è sempre più accerchiato, privo di uno staff di fiducia, puntualmente bacchettato dopo ogni risposta a domande – lecite – dei cronisti e, certo, a proposito della gestione dei portieri non è stato aiutato. Pagherà Torrente? La società medita anche se, per ora, pare propensa ad andare avanti senza ribaltoni che sarebbero una sconfitta anche per la proprietà e per il ds Fabiani che hanno scelto questo allenatore a cui, poi, non hanno consegnato una squadra in tutto e per tutto rispondente alle sue esigenze.
Sull’età elevata della rosa, sulle lacune della stessa, sulla mancanza di ricambi giovani (i pochi che ci sono qualcosa stanno comunque dando, è il caso di Empereur e Milinkovic), sulle condizioni fisiche non all’altezza di alcuni elementi (Coda è ancora in netto ritardo), ci siamo espressi in tempi non sospetti. La Salernitana perde anche quando non meriterebbe, perchè incorre sempre in errori capitali. E, magari, trova pure arbitri troppo severi come Baracani che ha dispensato gialli a profusione: proprio per questo da un calciatore esperto come Pestrin sarebbe stato lecito attendersi un atteggiamento diverso dopo l’ammonizione, sicuramente ingiusta, ricevuta anzichè un comportamento che ha fatto scattare addirittura l’espulsione. Farsi male da soli non aiuta ad uscire dalla crisi.
Anche ieri la Salernitana ci ha provato, ha costruito qualche occasione, mancando di cattiveria sotto porta ed ora la classifica diventa deficitaria, preoccupante, ed il calendario si fa in salita (c’è il Cesena sabato all’Arechi). Torrente appare il meno colpevole in questo momento e, del resto, pur coi limiti enunciati, la squadra sta dando risposte ed inviando segnali, pur flebili, sul piano del gioco. Forse, si è fidato troppo, ha troppo ascoltato e non sempre ha sbagliato con la sua testa. La società, però, dovrebbe farsi un esame di coscienza: si poteva fare meglio sul mercato? si poteva agire con una tempistica differente? è stato giusto centellinare l’inserimento dei giovani in una rosa piuttosto in là con gli anni?
Domande le cui risposte interessano fino ad un certo punto, perchè è la classifica a fare testo.
Ciò che preoccupa è che in questo momento, anche a causa di infortuni e squalifiche, l’emergenza sta ulteriormente complicando il lavoro di Torrente. Mancano 14 gare al giro di boa a cui la Salernitana dovrà presentarsi con un bottino tale da poter poi sperare in un girone di ritorno più tranquillo grazie al mercato che dovrà essere, per tempismo e qualità degli interventi, ben diverso da quello estivo. Ora, però, gennaio è lontano e l’imperativo è arrivarci senza ulteriori perdite.

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