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Salernitana corsara: Colantuono e quei segnali di svolta

Esordio vincente sulla panca granata per il traine romano che ha impresso il suo marchio

Nicola Roberto

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Non è tipo da “veni, vidi, vici”, però Stefano Colantuono non è un allenatore di quelli abituati a gestire e basta un gruppo. Sebbene abbia avuto pochi giorni per preparare la partita di Chiavari, dove lo scorso anno aveva perso alla guida del Bari mentre il suo predecessore in granata, Bollini, aveva centrato una vittoria preziosa, il trainer ex Atalanta non ha lasciato nulla al caso. Dopo aver parlato con la proprietà ed il diesse Fabiani, ha avuto modo fin dal primo allenamento di rendersi conto che alla Salernitana, reduce da un punto in tre partite, occorreva una scossa. Le dodici partite utili di fila, gli applausi e i complimenti, tutti meritati, avevano, forse, un po’ ammorbidito il gruppo, facendogli perdere fame e rabbia.
Alberto Bollini non era riuscito a limitare i danni nel momento in cui, dopo aver prodotto il massimo sforzo, la squadra aveva inconsciamente avvertito il bisogno di tirare il fiato. Colantuono, da tecnico esperto qual è, ha capito che c’era bisogno di rimettere tutto e tutti in discussione. Per questo ha cambiato il modulo di gioco, dando così alla squadra nuove direttive tattiche, chiedendo a qualche singolo di svolgere compiti un po’ diversi anche per provare ad infondere nuove motivazioni. Nel successo ottenuto a Chiavari c’è tanto di Colantuono che ha avuto la felice intuizione di schierare Kyine a ridosso di Bocalon, venendo subito ripagato con una rete pesante dal ventenne di proprietà del Chievo, e, poi, di inserire Rossi proprio quando c’era bisogno di rivitalizzare l’attacco ed al primo pallone giocato il bomber della primavera laziale ha fornito l’assist per il raddoppio a Sprocati. Come per ogni vittoria conquistata, oltre alla bravura c’è anche una dose di fortuna. Adamonis è stato insuperabile, parando il secondo rigore stagionale, e c’è da chiedersi se il lituano sarebbe stato titolare, come da tempo avrebbe voluto Lotito, se ci fosse stato Radunovic il cui infortunio ha sgomberato il campo da ogni dubbio. Colantuono ha subito impresso il suo timbro alla Salernitana, martellando la squadra durante i pochi allenamenti svolti, chiedendo a tutti di dare di più in campo e fuori. Il neo trainer ha dato anche una dimostrazione di stile, condividendo i meriti per il blitz in Liguria con Bollini dal quale ha ereditato anche alcune professionalità dello staff tecnico. Ora, però, viene il difficile. La Salernitana non può permettersi di abbassare la guardia. La vittoria di Chiavari rilancia le ambizioni dei granata, ma non ci si può fermare. Col Foggia sarà una partita ancora più difficile ed insidiosa e Colantuono, c’è da scommetterci, avrà già avvisato i suoi. Tornata alla vittoria dopo sei giornate, ora la Salernitana non dovrà fare regali di Natale agli avversari. Semmai, riservarli ai suoi tifosi che anche a Chiavari si sono fatti sentire.

Sport1

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