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Ruggi: Cisl, Uil e Fsi chiedono le dimissioni del management

Le tre sigle sindacali denunciano una situazione esplosiva

Sabino Russo

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«Il management del Ruggi deve dimettersi in toto». A invocarlo, nel corso della conferenza stampa sulle criticità legate all’emergenza estiva e alle carenze dei presidi ospedalieri dell’azienda, sono le segreterie provinciali e le Rsu di Cisl, Uil e Fsi, che chiedonono al neogovernatore De Luca di passare, ora, dalle proposte ai fatti.

«Sembra di essere in un ospedale africano – ha tuonato Renato De Luca della Fsi – Nella radioterapia ci sono pazienti neoplastici col ventaglio per ripararsi dal caldo. Situazione non molto diversa in chirurgia d’urgenza. Il Pronto soccorso è un inferno dantesco».

Una situazione esplosiva, quella denunciata, resa ancora più difficile dall’emergenza estiva, con il conseguente taglio complessivo di circa 200 posti, di cui 100 solo al San Leonardo. «Abbiamo condiviso il programma del neogovernatore, ma le sue proposte riscontrano ritardi – hanno detto i segretari provinciali di Uil Fpl e Cisl Fp di Salerno, rispettivamente Peppe Natella e Pietro Antonacchio – Anche il poco di buono che c’era sta morendo. De Luca deve liberare la sanità salernitana dalle mani dei napoletani. Tutto il management del Ruggi deve dimettersi, perché ignora anche i più elementari istituti contrattuali. Non si vergognano neanche ad ammettere che si è mantenuto il Day Surgery per conservare un privilegio al vecchio primario».

Sul caos furbetti è ritornato anche il segretario della Uil Fpl di Salerno Biagio Tamasco. «Dicono che circa 150 persone sono sfuggiti ai controlli – ha replicato – Il dirigente che doveva controllare dov’era? Perché non è stato rimosso anch’esso? A distanza di anni si ricordano di fare le contestazioni»

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