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Operazione “Carrier”, aperte le indagini: “Più di 300mila dischetti in mare” – LE FOTO

I DETTAGLI - L'impianto è costituto da due vasche, ogni vasca contiene 350 circa metri cubi di dischetti, tutti finiti in mare

Federica D'Ambro

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Operazione “Carrier“. Questo è il nome dato dalla Capitaneria di Porto di Salerno che ha proceduto, grazie alla delega della Procura della Repubblica di Salerno, al sequestro dell’impianto di depurazione nel Comune di Capaccio Paestum. L’impianto di depurazione, da questa mattina sotto sequestro, ha causato lo sversamento di milioni di dischetti di plastica che hanno raggiunto, via mare, anche le coste della Toscana.

A dare numeri e dettagli più concreti è stato il comandante della Capitaneria, Giuseppe Menna, insieme a Claudia Di Lucca, Tenente di Vascello.
Da quello che è emerso, il depuratore è formato da due vasche, ognuna di essa contiene circa 350 metri cubi di dischetti, e in ogni metro erano presenti circa 300mila dischetti. Ora che l’impianto di depurazione è sotto sequestro ed ha smesso di sversare illecitamente i dischetti, inizieranno le indagini per risalire ai responsabili. Sicuramente, l’ipotesi di reato di disastro ambientale c’è, ma non è ancora possibile quantificarlo e bisognerà aspettare i primi risolti delle indagini. Secondo le prime indagini il malfunzionamento dell’impianto è avvenuto nel mese di gennaio, a causa di una forte mareggiata, ma non è mai stato ripristinato.

“Siamo partiti da segnalazioni da parte di associazioni attente e presenti fortunatamente sul territori. Fisicamente abbiamo risalito i corsi d’acqua e seguendo le tracce per venire all’origine. – ha dichiarato Claudia Di Lucca – La procura ha delegato la Guardia Costiera al fine di accertare le responsabilità, siamo ancora tutti al lavoro, sentendo anche tutti i soggetti coinvolti in questa vicenda, lo scopo è delineare queste responsabilità. L’impianto è costituto da due vasche, ogni vasca contiene 350 circa metri cubi di dischetti, ogni metro cubo sarebbe costituito da 300 mila dischetti, pertanto, facendo semplici conti è possibile capire la quantità. Stiamo lavorando per step. Adesso abbiamo sottoposto ad analisi i dischetti per capire anche quanti e quali batteri hanno rilasciato in mare. Subito dopo procederemo con lo smaltimento”.

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